Contratto a Canone Concordato Genova

Servizio Completo: Calcolo del Canone, Contratto, Certificazione e Registrazione

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Come Funziona il Canone Concordato a Genova

Con la stipula di un Contratto Concordato, il canone di locazione non è libero, ma viene calcolato prendendo come modello di riferimento lAccordo Territoriale della città di Genova o del Comune nel quale si trova l’immobile. Il Locatore, per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali deve rispettare dei valori minimi-massimi entro cui è possibile affittare l’immobile.

Quali Contratti si possono stipulare

Il tipo di Contratto e la durata del Canone Concordato vengono specificati dalla normativa:

  • Contratto Agevolato con durata 3/4/5/6 anni +2;
  • Affitto Transitorio con durata fino a 18 mesi;
  • Contratto Studenti Universitari con durata 6-36 mesi.

Come ottenere la Certificazione del Contratto

Vi è obbligo di Certificazione del Contratto da parte di un’Associazione di Categoria firmataria dell’Accordo Territoriale di Genova, che attesti la conformità del Contratto di Locazione, cosi come del calcolo del canone.

Senza la Certificazione non è possibile ottenere le Agevolazioni Fiscali previste dalla normativa: Cedolare Secca ridotta dal 21% al 10%, sconto IMU di almeno il 25%, nessuna imposta di registrazione e/o chiusura e nessuna imposta di bollo.

Grazie alla collaborazione tra DokiCasa ed ARPE, potrai ottenere facilmente la Certificazione.

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Il Calcolo del canone è gratuito

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Calcolo del Canone Concordato a Genova

Il canone massimo applicabile, che viene individuato sulla base degli elementi e delle tabelle dettagliate nell’Accordo Territoriale stipulato a Genova, viene determinato da differenti parametri, tra i quali: la zona, le caratteristiche e le dimensioni dell’immobile, oltre che eventuali incrementi relativi alla tipologia di contratto scelta. Riguardo ai metri quadrati utili dell’immobile e di eventuali pertinenze, è possibile applicare una tolleranza del 5%.

Elementi e zone per la determinazione del canone

Le fasce definite dall’Accordo di Genova, suddivise in 25 zone, variano da un minimo di 26,78 (centro storico) ad un massimo di 156,14 (Nervi) e sono suddivise in diversi scaglioni. Tra le caratteristiche inserite all’interno dell’Accordo di Genova, che concorrono ad individuare il posizionamento all’interno della fascia di oscillazione, sono presenti le seguenti: posto auto, ascensore, portineria, cantinaterrazzo balconearia condizionataascensore, classe energetica.

Variazione del canone massimo

Vi sono ulteriori variazioni, in base alle caratteristiche del Contratto o a differenti parametri, come ad esempio l’immobile completamente arredato (+12%).

Come si calcola il canone massimo per il comune di Genova

Puoi richiedere un calcolo gratuito per il tuo immobile tramite il servizio online di DokiCasa.

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Revisione e Creazione Documenti (€25)

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Registrazione del Contratto (€15)

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Registrazione del Contratto (€11)

➕ DokiCasa Fidelity

In caso di locazione parziale, a partire dalla 2° stanza, oppure in caso di 2° pratica per lo stesso immobile, si pagherà 99€ + IVA

➕ Doppia Certificazione

Nel raro caso di doppia attestazione è prevista un’integrazione di €69 + IVA

Benefici Fiscali Canone Concordato Genova

La Certificazione del Contratto permette di usufruire delle agevolazioni fiscali quali:

  • la cedolare secca al 10%, anziché al 21% (in caso di adesione alla cedolare);
  • la riduzione del 30% del reddito imponibile IRPEF e della base imponibile per l’imposta di registro (in caso di regime ordinario);
  • lo sconto IMU, cosi come stabilito dal Comune nel quale si trova l’immobile (anche in caso di locazione di porzione di immobile).

Cedolare Secca al 10%

L’aliquota della Cedolare Secca ridotta al 10% si applica ai contratti a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate a Genova e nei Comuni confinanti, oltre che negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE (vedi elenco). E’ possibile usufruire degli sconti sull’IMU anche se non è stata applicata la Cedolare Secca ed anche se il Comune nel quale si trova l’immobile non è tra quelli in cui è possibile applicare la cedolare al 10%.

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Solo dopo aver compilato il Foglio Caratteristiche potrai:
- richiedere il Calcolo Gratuito
- compilare gratuitamente il Contratto
- ottenere i Documenti necessari per la Certificazione
- richiedere la Certificazione (Attestazione)
- registrare il Contratto all'Agenzia delle Entrate
- inviare la comunicazione IMU al Comune

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Chi ha provato i nostri Servizi Immobiliari

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Basato su 113 recensioni
Patrizia B.
Patrizia B.
11:15 30 Jan 23
CONSIGLIATISSIMO! Preparati, competenti e celeri. Un professionista mi aveva redatto (al costo di... € 150,00.. SOLO X LA REDAZIONE!) un contratto a canone concordato libero. In fase di registrazione ho capito che c'era qualcosa che non andava perché non mi venivano riconosciuti i benefici fiscali della L. 431/1998. Ho contattato Doki Casa il 25/01, un consulente mi ha spiegato le procedure e il 28/01 il mio contatto era già perfezionato, sottoscritto e registrato. Servizio on line impeccabile! Mi hanno seguito passo passo su ogni step. Estrema gentilezza.leggi di più
Laura
Laura
08:50 27 Jan 23
Ottimo servizio!
fulvio G.
fulvio G.
06:29 27 Jan 23
Correttezza, competenza e cortesia hanno caratterizzato il mio rapporto recente con Dokicasa. I... costi dei servizi veramente contenuti. Consiglio questa startup a chiunque abbia bisogno di assistenza burocratico/immobiliare.leggi di più

Informazioni sul Canone Concordato

Per calcolare il canone concordato per la città di Genova ci sono 3 modalità differenti: si procede in autonomia al calcolo, ci sia affida a DokiCasa o ad un Intermediario Immobiliare, oppure si prende appuntamento da un'Associazione di Categoria presente sul territorio. E' importante ricordare che l’Accordo Territoriale della città di Genova stabilisce un canone minimo e un canone massimo, applicabile sulla base delle caratteristiche dell'immobile (ubicazione, dimensioni etc...) e della tipologia di Contratto che si vuole stipulare. Nel calcolo del canone si individua sia il canone minimo (sotto il quale non si può scendere) e sia il canone massimo al quale può essere locato l'immobile. Di conseguenza è normale che, in alcuni casi dove le fasce sono molto ampie, anche la forbice sia così ampia (es: 500€ - 1.300€).

Non è possibile locare un intero immobile e mantenervi la residenza. Il nuovo Conduttore, infatti, potrebbe inviare una segnalazione all’ufficio dell’Anagrafe comunale. Diversamente, in caso di locazione parziale, il locatore può mantenere la propria residenza nella stessa abitazione. Se il Locatore volesse affittare un immobile intero non cambiando residenza per non perdere il bonus prima casa, è importante sapere che, al momento (Nov. 2021) la normativa sul bonus prima casa non impone di avere la residenza proprio all’interno dell’immobile acquistato, ma nel Comune ove questo si trova, quindi anche presso un altro indirizzo. E’ possibile quindi locare l’immobile senza rinunciare all’agevolazione, a patto che si fissi la residenza in un altro luogo del medesimo territorio comunale. Se il Locatore volesse affittare un immobile intero non cambiando residenza per non pagare l’Imu, è importante sapere che, per ottenere tale beneficio, è essenziale essere effettivamente residenti e dimoranti nell’immobile. Quindi non è possibile mantenere la residenza.

In caso di Contratto 3+2 il Locatore non deve preoccuparsi della residenza del Conduttore, infatti la mancata residenza non pregiudica né la validità del contratto né l’ottenimento delle agevolazioni fiscali. Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali occorre specificare che l’agevolazione fiscale in senso generale (cedolare al 10% o maxi-deduzione IRPEF) è ugualmente riconosciuta al locatore qualora il conduttore non adibisca l’immobile a sua abitazione principale. Per quanto riguarda l’IMU, in alcuni Comuni è riconosciuta un’agevolazione (aliquota ridotta) qualora il Locatore affitti ad un Conduttore che destini l’immobile a sua abitazione principale. In tal caso sarebbe questa l’unica agevolazione a venire meno, qualora l'Inquilino non prendesse la residenza nell’immobile. Attenzione, però: il locatore potrà comunque beneficiare dello sconto del 25% su IMU e TASI riconosciuto dalla Legge di Stabilità 2016 e svincolato dalla residenza del Conduttore. In caso di Contratto Transitorio la residenza dovrebbe coincidere con la dimora del soggetto, infatti il conduttore potrebbe stabilire la sua residenza temporaneamente nell’immobile per i mesi di conduzione, senza alcun rischio per il Locatore. In caso di Contratto per Studenti Universitari, lo studente deve avere la residenza in un Comune diverso da quello in cui frequenta l'università e tale circostanza deve emergere chiaramente dal Contratto.

Sia le Persone Fisiche che le Persone Giuridiche possono stipulare Contratti ad uso abitativo agevolati, in qualità di Conduttore e/o di Locatore. Con DokiCasa però il servizio è attivo solamente per la stipula di Contratto tra Persone Fisiche.

Se il Contratto ha durata inferiore ai 6 mesi la TARI deve essere pagata dal proprietario (ma si può anche scegliere l'addebito forfettario della quota all'inquilino nel canone di locazione), se il Contratto ha durata superiore ai 6 mesi invece la Tari è sempre a carico del Conduttore. In caso di locazione parziale (stanza), è bene tenere presente che l’imposta sui rifiuti è composta di due componenti: la quota fissa, determinata sulla base del numero di componenti dell’immobile, e la quota variabile, calcolata invece sulla dimensione dello stesso. In caso di affitto parizale quindi è necessario comunicare al Comune la variazione del numero di componenti (in caso di affitto parziale all'interno dell'immobile saranno presenti più nuclei familiari), perché tale dato influisce sulla quota fissa della tassa, che andrà quindi suddivisa tra i coinquilini.

Dal 2020 Imu e Tasi, ossia le imposte sugli immobili che non rappresentano abitazione principale, sono state accorpate. L’IMU non è dovuta per le abitazioni principali, infatti le uniche abitazioni principali per cui è ancora dovuta l’imposta sono quelle accatastate nelle categorie “di lusso”: A/1, A/8 e A/9. Inoltre, l’IMU non deve essere pagata per i seguenti immobili:

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari e gli alloggi sociali;
  • la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • l’unico immobile posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
  • una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a patto che non risulti locata o data in comodato d'uso.
Per abitazione principale si intende l’immobile nel quale il possessore dimora abitualmente (ossia ove si vive, si mangia e si dorme per la parte prevalente dell’anno) e risiede anagraficamente (ossia quanto risulta nei registri dell’anagrafe a seguito della dichiarazione del contribuente).  Ciò significa che mancando anche uno di questi due requisiti l’immobile è automaticamente considerato come seconda casa, e in quanto tale soggetto a IMU. Ad esempio, non è possibile ottenere l’esenzione Imu sulla casa a mare semplicemente spostandovi la residenza: mancherebbe infatti l’elemento della dimora abituale. Nel caso in cui l’immobile venisse affittato, andrà pagata l’IMU sull’intero immobile locato, anche se venisse lasciata la residenza (cosa che, in ogni caso, non si potrebbe fare per legge). Quella che era la “prima casa”, cioè l’abitazione principale del locatore, smette di essere tale proprio perché il proprietario, dopo averla affittata, va a vivere “abitualmente” altrove e trasferisce altrove la sua residenza anagrafica. In caso di locazione parziale, l’abitazione principale non perde tale destinazione e, pertanto, il locatore beneficia dell’esenzione dall’Imu prevista per tale fattispecie. Scatta quindi l’esenzione Imu anche nel caso in cui l’immobile adibito ad abitazione principale venga parzialmente ceduto in locazione. Pertanto, qualora il proprietario di un immobile adibito a propria abitazione principale, decida di locare una o più stanze, questi potrà continuare a considerare l’unità immobiliare esente Imu. A tal fine, però, resta sempre necessario che il padrone di casa continui a mantenere la propria residenza e la dimora abituale nell’immobile parzialmente locato. Inoltre, l’immobile deve essere iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare. In caso di Contratto a Canone Concordato è possibile beneficiare degli sconti sull'IMU anche se non è stata applicata la Cedolare Secca ed anche se il Comune nel quale si trova l'immobile non è uno di quelli in cui è possibile applicare la cedolare al 10%. Qualora il Conduttore non dovesse prendere la residenza nell'immobile locato, i benefici fiscali per il Locatore (cedolare al 10%, riduzione del reddito imponibile e sconto IMU) saranno ugualmente validi ed applicabili. In alcuni comuni è possibile che venga applicato un ulteriore sconto sull'IMU (aggiuntivo rispetto al 25% classico) qualora il Conduttore dovesse prendere la residenza nell'immobile. Per questo, in caso di dubbi, consigliamo di parlare direttamente con il comune.

Per la stipula di un Contratto Transitorio (fino a 18 mesi) è necessario individuare una motivazione (che andrà inserita all’interno del Contratto), secondo quanto stabilito dall’Accordo Territoriale, supportata da documentazione giustificativa. Qualora la motivazione (e la relativa documentazione a supporto) non fosse tra quelle “standard” presenti all’interno dell’Accordo Territoriale, sarà necessario procedere ad un ulteriore verifica della Pratica e, nei casi più complessi, si procederà con una doppia-certificazione (Associazione Proprietari e Inquilini).

E' bene che le stanze in affitto, cosi come quelle non in affitto, oppure le porzioni che vengono riservate ad uso esclusivo del Proprietario, abbiano dimensione minima di 9mq.

Associazioni di Categoria Genova

DokiCasa, grazie alla partnership con ARPE, ti permette di Certificare il tuo Contratto di Locazione, completamente Online.

Associazioni Proprietari Genova

  • APE CONFEDILIZIA, APPC, ASPPI, UPPI

Associazioni Inquilini Genova

  • ANIAG, SUNIA, SICET, FEDERCASA, UNIAT

Comuni della Provincia di Genova dove è attivo il Servizio

Puoi richiedere la Certificazione solamente per il Comune di Genova.