Contratto a Canone Concordato Torino

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Come Funziona il Canone Concordato a Torino

Con la stipula di un Contratto Agevolato, il canone di locazione non è libero, ma viene calcolato prendendo come modello di riferimento lAccordo Territoriale della città di Torino (oppure del Comune nel quale si trova l’immobile). Il Proprietario deve rispettare dei valori minimi e massimi entro cui affittare l’immobile, per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per il canone concordato (es: Cedolare Secca al 10% e sconto IMU). 

Quali sono le tipologie di Contratti a Canone Agevolato

Le tipologie contrattuali, per i Contratti a Canone Concordato, possono essere le seguenti:

  • Contratto Agevolato con durata 3/4/5/6 anni +2;
  • Affitto Transitorio con durata fino a 18 mesi;
  • Contratto Studenti Universitari con durata 6-36 mesi.

Attestazione (Certificazione) per un Contratto a Torino

Vi è obbligo di Certificazione del Contratto, da parte di un’Associazione di Categoria firmataria dell’Accordo Territoriale di Torino, che attesti la conformità sia del Contratto che del Canone. Senza la Certificazione non è possibile ottenere le Agevolazioni Fiscali previste dalla normativa.

Grazie alla collaborazione tra DokiCasa e CONFABITARE, potrai ottenere facilmente la Certificazione.

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Calcolo del Canone Concordato Torino

Il canone massimoche viene individuato sulla base degli elementi e delle tabelle dettagliate nell’Accordo Territoriale della città di Torino, viene determinato da differenti parametri. Riguardo ai metri quadrati utili dell’immobile e di eventuali pertinenze, è possibile applicare una tolleranza del 2% per gli immobili con una superficie uguale o inferiore a 67mq, mentre una tolleranza del 4% per le unità con superfici maggiori.

Aree omogenee della città ed elementi dell'immobile

La città di Torino viene suddivisa in 4 differenti areeCentro (area 1), Semicentro (area 2), Periferia (area 3) e Collina (Area 4), all’interno delle quali possono essere individuate delle zone di PregioGli elementi dell’immobile permettono di individuare il posizionamento all’interno della fascia dei valori minimi e massimi, sono i seguenti: posto autocantinasottotetto soffittariscaldamento, comodità di salita, aria verde condominiale, impianto di condizionamento, doppi servizi, allacciamento rete gas, porta blindatadoppi vetriservizio igienico completo, arredo cucina completo, vicinanza linea metropolitana, impianto satellitare, veranda, impianto videocitofonico e/o videosorveglianza, unità di oltre 100mq o con doppio ingresso. 

Gli elementi variano nel caso in cui si sottoscriva un Contratto Studenti Universitari.

Valori minimi e massimi ed ulteriori incrementi/riduzioni

Per ogni area vengono definiti dei valori minimi e massimi, espressi in euro/mensili per ogni metro quadrato utile, che variano da un minimo di 2,50 (Periferia) sino ad un massimo di 8 (zona di Pregio). Vi sono ulteriori variazioni, in base alle caratteristiche del Contratto o a differenti parametri: rinuncia alla cauzione (+2,5%), riduzione del recesso (+2,5%), classe energetica F o G (-5%), classe energetica A, B o C (+5%), ristrutturazione (+10%), costruzione da meno di 8 anni (+20%), arredo di almeno cucina e camera (+10% o +20%).

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Revisione e Creazione Documenti (€25)

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In caso di locazione parziale, a partire dalla 2° pratica, rifeirta allo stesso immobile, si pagherà 79€ + IVA

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Nel raro caso di doppia attestazione è prevista un’integrazione di €49 + IVA

Agevolazioni Fiscali per il Canone Concordato a Torino

La Certificazione del Contratto permette di usufruire delle agevolazioni fiscali quali:

  • la cedolare secca al 10%, anziché al 21% (in caso di adesione alla cedolare);
  • la riduzione del 30% del reddito imponibile IRPEF e della base imponibile per l’imposta di registro (in caso di regime ordinario);
  • lo sconto IMU, cosi come stabilito dal Comune nel quale si trova l’immobile (anche in caso di locazione di porzione di immobile).

Cedolare Secca al 10%

L’aliquota della Cedolare Secca ridotta al 10% si applica ai contratti a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate a Torino e nei Comuni confinanti, oltre che negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE (vedi elenco). Si può usufruire delle agevolazioni IMU anche se non è stata applicata la Cedolare Secca ed anche se il Comune nel quale si trova l’immobile non è uno di quelli in cui è possibile applicare la cedolare al 10%.

Benefici IMU

Per usufruire delle agevolazioni previste nel Regolamento IMU, il contribuente è obbligato a darne comunicazione utilizzando il modello predisposto dal Comune di ubicazione dell’immobile. Informati presso il sito del Comune su come richiedere le agevolazioni relative all’IMU.

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Chi ha provato i nostri servizi di
Canone Concordato nella città di Torino

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Basato su 113 recensioni
Patrizia B.
Patrizia B.
11:15 30 Jan 23
CONSIGLIATISSIMO! Preparati, competenti e celeri. Un professionista mi aveva redatto (al costo di... € 150,00.. SOLO X LA REDAZIONE!) un contratto a canone concordato libero. In fase di registrazione ho capito che c'era qualcosa che non andava perché non mi venivano riconosciuti i benefici fiscali della L. 431/1998. Ho contattato Doki Casa il 25/01, un consulente mi ha spiegato le procedure e il 28/01 il mio contatto era già perfezionato, sottoscritto e registrato. Servizio on line impeccabile! Mi hanno seguito passo passo su ogni step. Estrema gentilezza.leggi di più
Laura
Laura
08:50 27 Jan 23
Ottimo servizio!
fulvio G.
fulvio G.
06:29 27 Jan 23
Correttezza, competenza e cortesia hanno caratterizzato il mio rapporto recente con Dokicasa. I... costi dei servizi veramente contenuti. Consiglio questa startup a chiunque abbia bisogno di assistenza burocratico/immobiliare.leggi di più

Informazioni sul Canone Concordato

Per calcolare il canone concordato per la città di Torino ci sono 3 modalità differenti: si procede in autonomia al calcolo, ci sia affida a DokiCasa o ad un Intermediario Immobiliare, oppure si prende appuntamento da un'Associazione di Categoria presente sul territorio. E' importante ricordare che l’Accordo Territoriale della città di Torino stabilisce un canone minimo e un canone massimo, applicabile sulla base delle caratteristiche dell'immobile (ubicazione, dimensioni etc...) e della tipologia di Contratto che si vuole stipulare. Nel calcolo del canone si individua sia il canone minimo (sotto il quale non si può scendere) e sia il canone massimo al quale può essere locato l'immobile. Di conseguenza è normale che, in alcuni casi dove le fasce sono molto ampie, anche la forbice sia così ampia (es: 500€ - 1.300€).

Non è possibile locare un intero immobile e mantenervi la residenza. Il nuovo Conduttore, infatti, potrebbe inviare una segnalazione all’ufficio dell’Anagrafe comunale. Diversamente, in caso di locazione parziale, il locatore può mantenere la propria residenza nella stessa abitazione. Se il Locatore volesse affittare un immobile intero non cambiando residenza per non perdere il bonus prima casa, è importante sapere che, al momento (Nov. 2021) la normativa sul bonus prima casa non impone di avere la residenza proprio all’interno dell’immobile acquistato, ma nel Comune ove questo si trova, quindi anche presso un altro indirizzo. E’ possibile quindi locare l’immobile senza rinunciare all’agevolazione, a patto che si fissi la residenza in un altro luogo del medesimo territorio comunale. Se il Locatore volesse affittare un immobile intero non cambiando residenza per non pagare l’Imu, è importante sapere che, per ottenere tale beneficio, è essenziale essere effettivamente residenti e dimoranti nell’immobile. Quindi non è possibile mantenere la residenza.

In caso di Contratto 3+2 il Locatore non deve preoccuparsi della residenza del Conduttore, infatti la mancata residenza non pregiudica né la validità del contratto né l’ottenimento delle agevolazioni fiscali. Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali occorre specificare che l’agevolazione fiscale in senso generale (cedolare al 10% o maxi-deduzione IRPEF) è ugualmente riconosciuta al locatore qualora il conduttore non adibisca l’immobile a sua abitazione principale. Per quanto riguarda l’IMU, in alcuni Comuni è riconosciuta un’agevolazione (aliquota ridotta) qualora il Locatore affitti ad un Conduttore che destini l’immobile a sua abitazione principale. In tal caso sarebbe questa l’unica agevolazione a venire meno, qualora l'Inquilino non prendesse la residenza nell’immobile. Attenzione, però: il locatore potrà comunque beneficiare dello sconto del 25% su IMU e TASI riconosciuto dalla Legge di Stabilità 2016 e svincolato dalla residenza del Conduttore. In caso di Contratto Transitorio la residenza dovrebbe coincidere con la dimora del soggetto, infatti il conduttore potrebbe stabilire la sua residenza temporaneamente nell’immobile per i mesi di conduzione, senza alcun rischio per il Locatore. In caso di Contratto per Studenti Universitari, lo studente deve avere la residenza in un Comune diverso da quello in cui frequenta l'università e tale circostanza deve emergere chiaramente dal Contratto.

Sia le Persone Fisiche che le Persone Giuridiche possono stipulare Contratti ad uso abitativo agevolati, in qualità di Conduttore e/o di Locatore. Con DokiCasa però il servizio è attivo solamente per la stipula di Contratto tra Persone Fisiche.

Se il Contratto ha durata inferiore ai 6 mesi la TARI deve essere pagata dal proprietario (ma si può anche scegliere l'addebito forfettario della quota all'inquilino nel canone di locazione), se il Contratto ha durata superiore ai 6 mesi invece la Tari è sempre a carico del Conduttore. In caso di locazione parziale (stanza), è bene tenere presente che l’imposta sui rifiuti è composta di due componenti: la quota fissa, determinata sulla base del numero di componenti dell’immobile, e la quota variabile, calcolata invece sulla dimensione dello stesso. In caso di affitto parizale quindi è necessario comunicare al Comune la variazione del numero di componenti (in caso di affitto parziale all'interno dell'immobile saranno presenti più nuclei familiari), perché tale dato influisce sulla quota fissa della tassa, che andrà quindi suddivisa tra i coinquilini.

Dal 2020 Imu e Tasi, ossia le imposte sugli immobili che non rappresentano abitazione principale, sono state accorpate. L’IMU non è dovuta per le abitazioni principali, infatti le uniche abitazioni principali per cui è ancora dovuta l’imposta sono quelle accatastate nelle categorie “di lusso”: A/1, A/8 e A/9. Inoltre, l’IMU non deve essere pagata per i seguenti immobili:

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari e gli alloggi sociali;
  • la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • l’unico immobile posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
  • una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a patto che non risulti locata o data in comodato d'uso.
Per abitazione principale si intende l’immobile nel quale il possessore dimora abitualmente (ossia ove si vive, si mangia e si dorme per la parte prevalente dell’anno) e risiede anagraficamente (ossia quanto risulta nei registri dell’anagrafe a seguito della dichiarazione del contribuente).  Ciò significa che mancando anche uno di questi due requisiti l’immobile è automaticamente considerato come seconda casa, e in quanto tale soggetto a IMU. Ad esempio, non è possibile ottenere l’esenzione Imu sulla casa a mare semplicemente spostandovi la residenza: mancherebbe infatti l’elemento della dimora abituale. Nel caso in cui l’immobile venisse affittato, andrà pagata l’IMU sull’intero immobile locato, anche se venisse lasciata la residenza (cosa che, in ogni caso, non si potrebbe fare per legge). Quella che era la “prima casa”, cioè l’abitazione principale del locatore, smette di essere tale proprio perché il proprietario, dopo averla affittata, va a vivere “abitualmente” altrove e trasferisce altrove la sua residenza anagrafica. In caso di locazione parziale, l’abitazione principale non perde tale destinazione e, pertanto, il locatore beneficia dell’esenzione dall’Imu prevista per tale fattispecie. Scatta quindi l’esenzione Imu anche nel caso in cui l’immobile adibito ad abitazione principale venga parzialmente ceduto in locazione. Pertanto, qualora il proprietario di un immobile adibito a propria abitazione principale, decida di locare una o più stanze, questi potrà continuare a considerare l’unità immobiliare esente Imu. A tal fine, però, resta sempre necessario che il padrone di casa continui a mantenere la propria residenza e la dimora abituale nell’immobile parzialmente locato. Inoltre, l’immobile deve essere iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare. In caso di Contratto a Canone Concordato è possibile beneficiare degli sconti sull'IMU anche se non è stata applicata la Cedolare Secca ed anche se il Comune nel quale si trova l'immobile non è uno di quelli in cui è possibile applicare la cedolare al 10%. Qualora il Conduttore non dovesse prendere la residenza nell'immobile locato, i benefici fiscali per il Locatore (cedolare al 10%, riduzione del reddito imponibile e sconto IMU) saranno ugualmente validi ed applicabili. In alcuni comuni è possibile che venga applicato un ulteriore sconto sull'IMU (aggiuntivo rispetto al 25% classico) qualora il Conduttore dovesse prendere la residenza nell'immobile. Per questo, in caso di dubbi, consigliamo di parlare direttamente con il comune.

Per la stipula di un Contratto Transitorio (fino a 18 mesi) è necessario individuare una motivazione (che andrà inserita all’interno del Contratto), secondo quanto stabilito dall’Accordo Territoriale, supportata da documentazione giustificativa. Qualora la motivazione (e la relativa documentazione a supporto) non fosse tra quelle “standard” presenti all’interno dell’Accordo Territoriale, sarà necessario procedere ad un ulteriore verifica della Pratica e, nei casi più complessi, si procederà con una doppia-certificazione (Associazione Proprietari e Inquilini).

E' bene che le stanze in affitto, cosi come quelle non in affitto, oppure le porzioni che vengono riservate ad uso esclusivo del Proprietario, abbiano dimensione minima di 9mq.

Associazioni di Categoria Torino

DokiCasa, grazie alla partnership con CONFABITARE, ti permette di Certificare il tuo Contratto di Locazione, completamente Online.

Associazioni Proprietari Torino

  • APPC, ASPPI, CONFABITARE, CONFAPPI, CONFEDILIZIA, UNIONCASA, UPPI

Associazioni Inquilini Torino

  • SUNIA, UNIONE INQUILINI, ASIA USB, FEDER.CASA, SICET

Comuni della Provincia di Torino dove è attivo il Servizio

Puoi richiedere la Certificazione solamente per il Comune di Torino.