Dal 16 giugno 2025 a Genova il canone concordato si calcola con un nuovo accordo territoriale basato sulle zone OMI. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona, come si calcola il canone partendo da zona, fascia e correttivi, quali contratti sono ammessi e quali vantaggi fiscali spettano al proprietario.
In questo articolo
- Il nuovo accordo territoriale di Genova dal 2025
- Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi
- Le tipologie contrattuali ammesse
- Vantaggi fiscali per il proprietario
- Genova e gli altri comuni
- Certificazione e attestazione di rispondenza
Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona.
A Genova questa formula ha una storia lunga e dal 2025 poggia su un nuovo accordo territoriale, che ha cambiato il modo di individuare la zona e di calcolare il canone. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato; qui entriamo nello specifico del caso genovese.
Il nuovo accordo territoriale di Genova dal 2025
Il nuovo accordo territoriale del Comune di Genova è in vigore dal 16 giugno 2025 ed è stato sottoscritto da dieci associazioni rappresentative di inquilini e proprietari. Le principali novità riportate dalle fonti di settore sono riassunte qui sotto.
Cosa cambia in pratica? Per ottenere i benefici fiscali serve l’attestazione di un’associazione firmataria dell’accordo territoriale di Genova vigente. Eventuali valorizzazioni dell’immobile, come pregio o posizione, vanno inoltre documentate secondo le modalità previste dall’accordo. Il testo ufficiale e le tabelle aggiornate vanno sempre verificati presso il Comune o un’associazione firmataria.
Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi
Il calcolo del canone concordato segue lo stesso meccanismo generale in tutta Italia: si parte dalla collocazione dell’immobile, si individua l’intervallo di valori ammessi e si applicano gli adeguamenti previsti dall’accordo. Sono tre passaggi.
- Identificazione della zona. Con l’accordo in vigore dal 2025 il riferimento sono le zone OMI. L’indirizzo dell’immobile determina a quale appartiene.
- Scelta della fascia. Per ogni zona l’accordo prevede una o più fasce, ciascuna con un valore minimo e un valore massimo espressi in euro al metro quadrato. La fascia dipende dalle caratteristiche dell’immobile, come stato di conservazione, dotazioni e superficie.
- Applicazione dei correttivi. Alcune caratteristiche (per esempio dotazioni, arredamento, pregio o altri elementi previsti dall’accordo) possono modificare il valore finale, entro i limiti stabiliti.
I valori in euro al metro quadrato e gli adeguamenti variano per zona e vanno calcolati caso per caso, perché dipendono dall’indirizzo e dalle caratteristiche specifiche dell’immobile. Per questo non ha senso fare stime a priori: il calcolatore DokiCasa applica i parametri corretti partendo dai dati che inserisci.
Le tipologie contrattuali ammesse
Il canone concordato può essere applicato a tre tipologie di contratto, ciascuna adatta a esigenze diverse. Se vuoi predisporre il documento direttamente online, puoi usare il contratto di canone concordato di DokiCasa.
Contratto 3+2 ordinario
È la formula più diffusa per chi cerca una locazione stabile. Ha una durata di 3 anni, con possibilità di proroga per ulteriori 2. Garantisce continuità all’inquilino e un’entrata regolare al proprietario, con tutte le agevolazioni previste.
Contratto transitorio
Pensato per esigenze temporanee, ha una durata da 1 a 18 mesi. Può servire, ad esempio, a chi si trasferisce per un periodo limitato per lavoro. Le esigenze che giustificano la durata ridotta vanno indicate nel contratto.
Contratto per studenti universitari
Rivolto agli studenti universitari, ha una durata da 6 a 36 mesi. Genova è sede universitaria, quindi questa formula è molto richiesta: permette al proprietario di accedere ai benefici del canone concordato e allo studente di avere un contratto calibrato sul proprio percorso di studi.
Vantaggi fiscali per il proprietario
Il motivo principale per cui molti proprietari scelgono il canone concordato è il trattamento fiscale agevolato. Ecco le tre leve principali.
La convenienza effettiva dipende dalla situazione del singolo proprietario, in particolare dal reddito complessivo e dal canone applicato. La normativa fiscale va verificata con un commercialista o un professionista abilitato prima di fare scelte operative.
Genova e gli altri comuni
L’accordo descritto in questa guida riguarda il Comune di Genova. Se l’immobile si trova in un altro comune, valgono di norma l’accordo territoriale e i parametri di quel comune, che possono essere diversi.
Zone, fasce e parametri cambiano da comune a comune. Il calcolatore DokiCasa applica i parametri corretti per il comune in cui si trova l’immobile, così non devi consultare a mano le tabelle di ciascun accordo.
Certificazione e attestazione di rispondenza
Per accedere alle agevolazioni fiscali non basta applicare un canone entro i limiti dell’accordo: serve l’attestazione di rispondenza, rilasciata da un’associazione firmataria dell’accordo applicato. L’attestazione conferma che il contratto, il canone e le condizioni rispettano quanto previsto dall’accordo territoriale.
Con il nuovo accordo del 2025 è importante usare la modulistica aggiornata e rivolgersi a un’associazione che abbia firmato l’accordo vigente. Procedure, tempi e requisiti formali vanno confermati con l’associazione scelta o con un professionista di fiducia.
In sintesi
- Genova ha un nuovo accordo territoriale in vigore dal 16 giugno 2025, basato sulle zone OMI: per i benefici fiscali serve l’attestazione di un’associazione firmataria.
- Il canone si calcola per zona, fascia e correttivi: i valori variano per zona e vanno determinati caso per caso.
- Il proprietario può avere cedolare secca al 10% e sconto IMU del 25%; in alternativa alla cedolare sono previste riduzioni d’imposta da verificare con un professionista.
Le domande sul canone concordato a Genova
Quale accordo vale oggi a Genova?
Vale il nuovo accordo territoriale del Comune di Genova, in vigore dal 16 giugno 2025 e sottoscritto da dieci associazioni di inquilini e proprietari. Dalla stessa data i nuovi contratti vanno redatti con la nuova modulistica.
Come si calcola il canone concordato a Genova?
Si individua la zona OMI dell’immobile, si sceglie la fascia (con minimo e massimo in euro al metro quadrato) e si applicano i correttivi previsti. I valori variano per zona e vanno calcolati caso per caso: il calcolatore DokiCasa lo fa per te.
Quale superficie si usa per il calcolo?
Con il nuovo accordo si fa riferimento ai metri utili indicati nell’attestato di prestazione energetica (APE), e non più solo ai metri catastali.
Quanto si risparmia con la cedolare secca al 10%?
Il risparmio dipende dal reddito complessivo del proprietario e dal canone applicato, perché la cedolare al 10% sostituisce il regime ordinario di tassazione dell’affitto. Per una stima personalizzata conviene confrontarsi con un commercialista.
Serve l’attestazione di rispondenza?
Sì, per i benefici fiscali serve l’attestazione rilasciata da un’associazione firmataria dell’accordo che si applica al contratto.
Che durata hanno i contratti transitori e per studenti?
Il contratto transitorio dura da 1 a 18 mesi, quello per studenti universitari da 6 a 36 mesi. Il contratto ordinario 3+2 dura 3 anni, con proroga di ulteriori 2.
Il canone concordato di Genova vale anche negli altri comuni?
L’accordo descritto riguarda il Comune di Genova. Per gli altri comuni valgono di norma gli accordi territoriali locali: il calcolatore DokiCasa applica i parametri corretti in base all’indirizzo dell’immobile.