A Torino il canone concordato si basa sull’accordo territoriale del Comune, nella versione depositata il 15 aprile 2024 e in vigore dal 1° maggio 2024. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona, come si calcola il canone partendo da area omogenea, microzona e correttivi, quali contratti sono ammessi e quali vantaggi fiscali spettano al proprietario.
In questo articolo
- L’accordo territoriale di Torino
- Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi
- Le tipologie contrattuali ammesse
- Vantaggi fiscali per il proprietario
- Torino e gli altri comuni dell’area torinese
- Certificazione e attestazione di rispondenza
Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona.
A Torino questa formula è regolata da un accordo del Comune attuativo della Legge 431/1998 e del decreto ministeriale del 16 gennaio 2017. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato; qui entriamo nello specifico del caso torinese.
L’accordo territoriale di Torino
L’accordo di riferimento per Torino è il testo consolidato del 6 dicembre 2022, aggiornato con la versione depositata il 15 aprile 2024, valida per i contratti stipulati dal 1° maggio 2024. Il suo ambito di applicazione è il territorio del Comune di Torino. Il precedente accordo, sottoscritto dalle associazioni di categoria il 28 dicembre 2017 con decorrenza dal 1° gennaio 2018, risulta superato.
Cosa significa in pratica? I parametri da usare sono quelli dell’accordo in vigore alla data di stipula del contratto. Prima di firmare conviene sempre verificare sul sito del Comune di Torino che non siano stati pubblicati aggiornamenti successivi al testo del 2024.
Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi
Il calcolo del canone concordato segue lo stesso meccanismo generale in tutta Italia: si parte dalla collocazione dell’immobile, si individua l’intervallo di valori ammessi e si applicano gli adeguamenti previsti dall’accordo. Sono tre passaggi.
- Identificazione dell’area omogenea e della microzona. L’accordo di Torino suddivide il territorio comunale in aree omogenee e microzone, tra cui sono individuate alcune microzone di pregio. L’indirizzo dell’immobile determina a quale appartiene.
- Scelta della fascia. Per ogni area l’accordo prevede valori minimi e massimi espressi in euro al mese per metro quadro utile, con sub-fasce legate alle caratteristiche dell’immobile, come stato di conservazione, dotazioni e superficie.
- Applicazione dei correttivi. Alcune caratteristiche (per esempio dotazioni, arredamento o altri elementi previsti dall’accordo) possono modificare il valore finale, entro i limiti stabiliti.
I valori in euro al metro quadrato e gli adeguamenti variano per zona e vanno calcolati caso per caso, perché dipendono dall’indirizzo e dalle caratteristiche specifiche dell’immobile. Per questo non ha senso fare stime a priori: il calcolatore DokiCasa applica i parametri corretti partendo dai dati che inserisci.
Un’ulteriore regola riguarda l’aggiornamento nel tempo: secondo il testo dell’accordo, il canone si adegua ogni anno nella misura del 75% della variazione ISTAT (indice FOI) dell’anno precedente, a seguito di richiesta con lettera raccomandata. Per i dettagli applicativi conviene fare riferimento al testo dell’accordo pubblicato dal Comune.
Le tipologie contrattuali ammesse
Il canone concordato può essere applicato a tre tipologie di contratto, ciascuna adatta a esigenze diverse. Se vuoi predisporre il documento direttamente online, puoi usare il contratto di canone concordato di DokiCasa.
Contratto 3+2 ordinario
È la formula più diffusa per chi cerca una locazione stabile. Ha una durata di 3 anni, con possibilità di proroga per ulteriori 2. Garantisce continuità all’inquilino e un’entrata regolare al proprietario, con tutte le agevolazioni previste.
Contratto transitorio
Pensato per esigenze temporanee, ha una durata da 1 a 18 mesi. Può servire, ad esempio, a chi si trasferisce per un periodo limitato per lavoro. Le esigenze che giustificano la durata ridotta vanno indicate nel contratto.
Contratto per studenti universitari
Rivolto agli studenti universitari, ha una durata da 6 a 36 mesi. Torino è sede di importanti atenei, quindi questa formula è molto richiesta: permette al proprietario di accedere ai benefici del canone concordato e allo studente di avere un contratto calibrato sul proprio percorso di studi.
Vantaggi fiscali per il proprietario
Il motivo principale per cui molti proprietari scelgono il canone concordato è il trattamento fiscale agevolato. Ecco le tre leve principali.
La convenienza effettiva dipende dalla situazione del singolo proprietario, in particolare dal reddito complessivo e dal canone applicato. La normativa fiscale va verificata con un commercialista o un professionista abilitato prima di fare scelte operative.
Torino e gli altri comuni dell’area torinese
L’accordo di cui parla questa guida ha come ambito di applicazione il territorio del Comune di Torino. Per gli immobili situati nei comuni dell’area torinese il canone concordato è possibile solo se quel comune ha un proprio accordo territoriale in vigore, quindi la verifica va fatta comune per comune.
Zone, fasce e parametri cambiano da comune a comune. Il calcolatore DokiCasa applica i parametri corretti per il comune in cui si trova l’immobile, così non devi consultare a mano le tabelle di ciascun accordo.
Certificazione e attestazione di rispondenza
Per accedere alle agevolazioni fiscali non basta applicare un canone entro i limiti dell’accordo: serve l’attestazione di rispondenza, rilasciata da un’associazione firmataria dell’accordo applicato. L’attestazione conferma che il contratto, il canone e le condizioni rispettano quanto previsto dall’accordo territoriale.
È importante rivolgersi a un’associazione che abbia sottoscritto l’accordo effettivamente applicato al contratto. Procedure, tempi e requisiti formali vanno confermati con l’associazione scelta o con un professionista di fiducia.
In sintesi
- A Torino vale l’accordo territoriale depositato il 15 aprile 2024, in vigore dal 1° maggio 2024 per il territorio comunale: per i benefici fiscali serve l’attestazione di un’associazione firmataria.
- Il canone si calcola per area omogenea, microzona e correttivi: i valori variano per zona e vanno determinati caso per caso.
- Il proprietario può avere cedolare secca al 10% e sconto IMU del 25%; in alternativa alla cedolare sono previste riduzioni d’imposta da verificare con un professionista.
Le domande sul canone concordato a Torino
Quale accordo vale oggi a Torino?
Il riferimento è l’accordo territoriale del Comune nella versione depositata il 15 aprile 2024, valida per i contratti stipulati dal 1° maggio 2024. Prima della stipula conviene verificare sul sito del Comune l’assenza di aggiornamenti successivi.
Come si calcola il canone concordato a Torino?
Si individua l’area omogenea e la microzona dell’immobile, si sceglie la fascia (con minimo e massimo in euro al metro quadrato) e si applicano i correttivi previsti. I valori variano per zona e vanno calcolati caso per caso: il calcolatore DokiCasa lo fa per te.
Quanto si risparmia con la cedolare secca al 10%?
Il risparmio dipende dal reddito complessivo del proprietario e dal canone applicato, perché la cedolare al 10% sostituisce il regime ordinario di tassazione dell’affitto. Per una stima personalizzata conviene confrontarsi con un commercialista.
Serve l’attestazione di rispondenza?
Sì, per i benefici fiscali serve l’attestazione rilasciata da un’associazione firmataria dell’accordo che si applica al contratto.
Che durata hanno i contratti transitori e per studenti?
Il contratto transitorio dura da 1 a 18 mesi, quello per studenti universitari da 6 a 36 mesi. Il contratto ordinario 3+2 dura 3 anni, con proroga di ulteriori 2.
Il canone concordato vale anche fuori dal comune di Torino?
L’accordo descritto in questa guida riguarda il territorio del Comune di Torino. Nei comuni limitrofi il canone concordato è applicabile solo se il comune ha un proprio accordo territoriale: il calcolatore DokiCasa applica i parametri corretti in base all’indirizzo dell’immobile.