Bonus casa 2026: tutti gli incentivi, aliquote e scadenze (Ecobonus, Sismabonus, Conto Termico)

Quali bonus casa sono ancora attivi nel 2026 e quanto valgono davvero? Dopo la stretta della Legge di Bilancio 2026 il quadro è cambiato in modo sensibile: alcune detrazioni sono state ridotte, altre sono sopravvissute con aliquote rimodulate, altre ancora (come il Conto Termico 2.0 gestito dal GSE) si confermano l’alternativa più rapida per chi non riesce a sfruttare la detrazione fiscale. In questa guida trovi il quadro completo aggiornato a maggio 2026, le aliquote effettive per ogni intervento, le scadenze, i requisiti per richiedere ciascun incentivo e due esempi numerici concreti su caldaia e cappotto termico. L’obiettivo è darti gli elementi per scegliere lo strumento più conveniente prima di firmare un preventivo.

Cosa cambia nel 2026: panoramica dei bonus casa attivi

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’impianto generale dei bonus edilizi ma ha proseguito il percorso di rimodulazione progressiva già avviato nel 2024-2025. Per il 2026 valgono due principi guida:

  • Aliquota maggiorata al 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale del proprietario che sostiene la spesa
  • Aliquota base al 36% per tutti gli altri immobili (seconde case, immobili locati, immobili strumentali)

Questa distinzione, introdotta a partire dal 2025 e confermata nel 2026, vale trasversalmente per Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis TUIR), Ecobonus ordinario e Sismabonus base. Restano fuori dalla logica della prima casa il Conto Termico 2.0 (è un contributo, non una detrazione), il Bonus barriere 75% e le aliquote rafforzate del Sismabonus (70%/80%) legate al salto di classe di rischio sismico.

Il Superbonus è ormai in fase di chiusura: per il 2026 resta attivo solo in casi residuali e con cessione del credito limitata a specifiche fattispecie (vedi sezione 6).

Ecobonus 50% e 65%: riqualificazione energetica

L’Ecobonus è la detrazione IRPEF/IRES sugli interventi di riqualificazione energetica disciplinata dall’art. 14 D.L. 63/2013 e dal DM 26 giugno 2015 (linee guida APE e requisiti minimi). Per il 2026 le aliquote effettive sono:

Intervento Aliquota abitazione principale Aliquota altri immobili Plafond di spesa
Sostituzione caldaia a condensazione classe A + termoregolazione evoluta 50% 36% 30.000 €
Caldaia a condensazione classe A (senza termoregolazione) Esclusa dal 2025 Esclusa
Pompe di calore ad alta efficienza 50% 36% 30.000 €
Infissi e serramenti 50% 36% 60.000 €
Cappotto termico e isolamento involucro 50% 36% 60.000 €
Pannelli solari termici 50% 36% 60.000 €
Schermature solari 50% 36% 60.000 €
Riqualificazione globale dell’edificio 50% 36% 100.000 €

Le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili sono state escluse dall’Ecobonus a partire dal 2025 in attuazione della Direttiva EPBD 2024/1275 (case green). Restano agevolabili gli impianti ibridi (caldaia + pompa di calore) e le pompe di calore pure. Per il quadro completo della direttiva trovi il dettaglio in Direttiva EPBD case green 2026: cosa devono fare i proprietari.

Recupero della detrazione: in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.

Adempimento obbligatorio: comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori (data del collaudo o della dichiarazione di conformità). Senza ENEA la detrazione decade.

Sismabonus 50%/70%/80%: prevenzione sismica

Il Sismabonus (art. 16 D.L. 63/2013) è la detrazione per interventi antisismici sugli immobili situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3. Le aliquote per il 2026:

Tipo di intervento Aliquota Plafond
Sismabonus base (nessun salto di classe) 50% abitazione principale / 36% altri 96.000 € per unità
Sismabonus con 1 salto di classe di rischio sismico 70% 96.000 €
Sismabonus con 2 salti di classe 80% 96.000 €
Sismabonus condomini con 1 salto 75% 96.000 € × unità
Sismabonus condomini con 2 salti 85% 96.000 € × unità

Per accedere alle aliquote rafforzate (70%/80%/75%/85%) è obbligatorio depositare prima dell’inizio lavori l’asseverazione del progettista sulla classe di rischio sismico pre e post intervento (DM 58/2017 e successive modifiche).

Le aliquote rafforzate non seguono la logica della prima casa: si applicano allo stesso modo a tutti gli immobili residenziali nelle zone sismiche eleggibili, purché ci sia il salto di classe certificato.

Recupero della detrazione: 10 rate annuali, come per l’Ecobonus.

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Conto Termico 2.0: contributo diretto GSE

Il Conto Termico 2.0 (DM 16 febbraio 2016, gestito dal GSE — Gestore dei Servizi Energetici) è strutturalmente diverso dalle detrazioni: è un contributo a fondo perduto in conto capitale erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario in 1, 2 o 5 rate annuali a seconda dell’importo.

Differenza chiave con le detrazioni fiscali:

Aspetto Detrazione (Ecobonus/Sismabonus) Conto Termico 2.0
Forma del beneficio Sconto su IRPEF/IRES futura Bonifico diretto su conto
Tempi di erogazione 10 anni 2-3 mesi dal collaudo (se ≤ 5.000 €) o fino a 5 anni
Capienza fiscale richiesta Sì (serve IRPEF da scontare) No
Cumulabilità con altri incentivi Limitata Non cumulabile con detrazioni sullo stesso intervento
Gestione Dichiarazione redditi + ENEA Portale GSE — Portaltermico

Interventi finanziabili nel 2026 (privati):

  • Pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento
  • Sostituzione di caldaie esistenti con generatori a biomassa o ibridi
  • Solare termico per produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento
  • Isolamento dell’involucro opaco (cappotto, copertura, pavimento)
  • Sostituzione di chiusure trasparenti (infissi)
  • Schermature solari e sistemi di building automation

L’importo del contributo dipende da una formula specifica per ciascun intervento, basata su superficie, potenza installata, zona climatica e prestazione tecnica. Per molti interventi il contributo equivale al 40-65% della spesa sostenuta, con tetti massimi.

Quando conviene rispetto alla detrazione: se non hai capienza IRPEF sufficiente, se vuoi liquidità immediata, se sei un’impresa o un soggetto privato senza grosso reddito imponibile. Per chi ha IRPEF alta e prospettiva di mantenere l’immobile per 10+ anni, la detrazione Ecobonus al 50% spesso resta più vantaggiosa in valore assoluto.

Bonus mobili 2026: arredo legato a ristrutturazione

Il Bonus mobili (art. 16, comma 2 D.L. 63/2013) è la detrazione IRPEF del 50% sull’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici (classe A o superiore per i forni, A+ per lavatrici/lavastoviglie, F per frigoriferi) destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.

Per il 2026:

  • Aliquota: 50%
  • Plafond di spesa: 5.000 € per unità immobiliare
  • Detrazione massima: 2.500 € (50% di 5.000 €)
  • Recupero: 10 rate annuali
  • Vincolo: l’intervento di ristrutturazione deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente rispetto all’anno di acquisto dei mobili

Pagamento tracciabile obbligatorio: bonifico parlante, carta di credito o bancomat. No contanti, anche per importi piccoli.

Il Bonus mobili non segue la distinzione abitazione principale / altri immobili introdotta per Ecobonus e Sismabonus: vale al 50% in tutti i casi, purché l’intervento di ristrutturazione abbia titolo abilitativo regolare (CILA, SCIA o permesso di costruire).

Superbonus 110% residuo e cessione del credito

Il Superbonus (art. 119 D.L. 34/2020) per il 2026 è operativamente chiuso per gli interventi nuovi: l’aliquota è scesa al 65% nel 2025 ed è ulteriormente decaduta per le nuove pratiche nel 2026.

Restano in essere solo:

  • Code di lavori condominiali già asseverati entro il 30 settembre 2024 e con SAL di avanzamento certificato, che proseguono fino a fine lavori con l’aliquota del periodo
  • Crediti d’imposta già maturati in anni precedenti e ancora utilizzabili in compensazione tramite F24 o ceduti a terzi

Cessione del credito: dopo il blocco generalizzato del 2023, la cessione resta possibile solo per gli interventi avviati prima del blocco con SAL già certificati. Per le ristrutturazioni 2026 ordinarie, l’unica strada è la detrazione diretta in 10 anni.

Se hai un Superbonus residuo da gestire (rate non ancora utilizzate o credito da cedere), valuta con il commercialista la compensazione orizzontale in F24: spesso è la modalità più rapida per monetizzare il credito.

Bonus barriere architettoniche 75%

Il Bonus barriere architettoniche (art. 119-ter D.L. 34/2020) è stato confermato per il 2026 con aliquota piena al 75%, dopo il forte ridimensionamento del 2024-2025 che ne aveva ristretto il perimetro applicativo.

Caratteristiche:

  • Aliquota: 75%
  • Plafond: 50.000 € (unità unifamiliare) / 40.000 € × unità (condomini fino a 8 unità) / 30.000 € × unità (condomini oltre 8)
  • Recupero: 5 rate annuali (più veloce delle altre detrazioni)
  • Interventi: rampe, ascensori, montascale, servoscala, allargamento porte, adeguamento bagni, automazioni
  • Vincolo tecnico: i lavori devono rispettare i requisiti del DM 236/1989

L’aliquota al 75% non distingue tra abitazione principale e altri immobili. Si applica anche a chi ospita un familiare con disabilità, purché ci sia coabitazione e l’immobile rispetti il requisito di residenza.

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Tabella riassuntiva e procedura per richiedere i bonus

Vista d’insieme di tutti i bonus casa 2026:

Bonus Aliquota 2026 Tetto spesa Recupero
Ristrutturazioni (art. 16-bis TUIR) 50% prima casa / 36% altri 96.000 € 10 anni
Ecobonus generico 50% prima casa / 36% altri 30.000-100.000 € 10 anni
Sismabonus base 50% / 36% 96.000 € 10 anni
Sismabonus 1 salto classe 70% (75% condominio) 96.000 € 10 anni
Sismabonus 2 salti classe 80% (85% condominio) 96.000 € 10 anni
Conto Termico 2.0 Contributo diretto (40-65% spesa) Variabile per intervento 1-5 rate GSE
Bonus mobili 50% 5.000 € 10 anni
Bonus barriere 75% 30-50.000 € 5 anni
Superbonus residuo Solo SAL pregressi Variabile 4-10 anni

Esempio numerico 1 — Sostituzione caldaia con pompa di calore, abitazione principale

  • Spesa lavori: 5.000 € (pompa di calore aria-acqua 10 kW)
  • Soggetto: proprietario residente, IRPEF marginale 38%, capienza fiscale ampia

Opzione A — Ecobonus 50%:

  • Detrazione totale: 5.000 × 50% = 2.500 €
  • Recupero: 250 €/anno per 10 anni
  • Adempimento: ENEA entro 90 giorni dal collaudo

Opzione B — Conto Termico 2.0:

  • Contributo stimato GSE: ~2.000-2.300 € (dipende da zona climatica e potenza)
  • Erogazione: bonifico in 2 rate entro 12 mesi
  • Adempimento: domanda al GSE entro 60 giorni dal collaudo

→ Per un proprietario con IRPEF capiente, Ecobonus 50% vale di più in valore assoluto (+200/500 €). Per chi ha redditi bassi o vuole liquidità subito, Conto Termico è preferibile.

Esempio numerico 2 — Cappotto termico con salto di classe sismica, casa singola in zona 2

  • Spesa lavori cappotto + intervento strutturale: 30.000 €
  • Soggetto: abitazione principale, 1 salto di classe sismica certificato

Qui si possono cumulare i bonus su componenti distinte della spesa (con perizia che separa le voci):

  • Quota cappotto termico (energetico): 18.000 € × 50% = 9.000 € Ecobonus
  • Quota strutturale antisismica: 12.000 € × 70% = 8.400 € Sismabonus
  • Totale detrazione: 17.400 € in 10 anni (1.740 €/anno)

Procedura sintetica per richiedere i bonus:

  1. Prima dei lavori: titolo abilitativo (CILA, SCIA, permesso di costruire); per Sismabonus rafforzato, asseverazione classe rischio sismico; per Conto Termico, registrazione sul Portaltermico GSE
  2. Durante i lavori: pagamento via bonifico parlante (causale specifica con riferimento normativo, CF beneficiario, P.IVA impresa), conservazione fatture e quietanze
  3. Fine lavori: collaudo, comunicazione ENEA entro 90 giorni (Ecobonus e Bonus Casa risparmio energetico), asseverazione finale Sismabonus, domanda GSE per Conto Termico entro 60 giorni
  4. Dichiarazione redditi: indicazione della spesa nel modello 730 o Redditi PF, sezione oneri detraibili, in 10 rate annuali (5 per il Bonus barriere)
  5. Conservazione documenti: 10 anni dall’ultima rata utilizzata, con possibilità di controllo Agenzia Entrate fino al quinto anno successivo alla dichiarazione
In sintesi
  • La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’impianto generale dei bonus edilizi ma ha proseguito il percorso di rimodulazione progressiva già avviato nel 2024-2025
  • L’Ecobonus è la detrazione IRPEF/IRES sugli interventi di riqualificazione energetica disciplinata dall’art. 14 D.L. 63/2013 e dal DM 26 giugno 2015 (linee guida APE e requisiti minimi)
  • Il Sismabonus (art. 16 D.L. 63/2013) è la detrazione per interventi antisismici sugli immobili situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3

Domande frequenti

Posso cumulare Ecobonus e Conto Termico sullo stesso intervento?

No, le detrazioni fiscali (Ecobonus, Sismabonus, Bonus Casa) non sono cumulabili con il Conto Termico 2.0 sullo stesso intervento. Puoi però scegliere il Conto Termico per la pompa di calore e l’Ecobonus per gli infissi, se installati in fasi distinte e con voci di spesa separate in fattura.

Cosa succede se non comunico la fine lavori all’ENEA entro 90 giorni?

Per i decreti più recenti (Bonus Casa risparmio energetico) la mancata comunicazione ENEA non comporta più la decadenza automatica della detrazione, ma resta una violazione formale sanzionabile. Per l’Ecobonus invece la comunicazione ENEA è condizione costitutiva: senza, la detrazione decade. Meglio non rischiare e rispettare i 90 giorni.

Il Bonus mobili vale anche se ristrutturo solo il bagno?

Sì, purché la ristrutturazione abbia un titolo abilitativo regolare (CILA o SCIA) e sia avviata nell’anno precedente all’acquisto dei mobili. Il vincolo è la coerenza tra la ristrutturazione e l’unità immobiliare dove vengono installati i mobili.

Sono in affitto, posso detrarre i lavori che pago io come inquilino?

Sì, il conduttore (inquilino) che sostiene effettivamente la spesa con bonifico parlante a proprio nome può detrarre Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni e Bonus mobili. Serve consenso scritto del proprietario all’esecuzione dei lavori e all’utilizzo della detrazione. L’aliquota maggiorata “prima casa” si applica se è la tua abitazione principale.

Il Conto Termico 2.0 è tassato come reddito?

No, il contributo erogato dal GSE non concorre alla formazione del reddito imponibile del beneficiario privato. Per le imprese vale invece la disciplina dei contributi in conto capitale (rilevanza fiscale come sopravvenienza attiva, da gestire con il commercialista).

Quanto vale concretamente l’aliquota al 36% sugli “altri immobili”?

Su una spesa di 20.000 € per ristrutturazione di una seconda casa, la detrazione 2026 è 20.000 × 36% = 7.200 €, recuperati in 10 rate da 720 € all’anno. Sulla prima casa la stessa spesa varrebbe 10.000 € (50%). La differenza è significativa: prima di partire valuta se ha senso intestare i lavori a chi ha residenza nell’immobile.

Posso ancora cedere il credito o farmi fare lo sconto in fattura nel 2026?

In generale no, salvo le fattispecie residue del Superbonus pre-blocco. Per Ecobonus, Sismabonus, Bonus Casa, Bonus barriere e Bonus mobili la regola del 2026 è detrazione diretta in dichiarazione, senza cessione né sconto in fattura. Sono ammesse eccezioni molto limitate per soggetti incapienti e nuclei con ISEE basso (verifica con il commercialista).

Hai dubbi sul tuo caso? — Parla con un consulente DokiCasa

Tra cumulabilità, aliquote prima casa, scadenze ENEA e moduli GSE, la differenza tra fare bene e fare male un bonus casa può valere migliaia di euro di detrazione persa o di sanzioni in caso di controllo. Se hai un cantiere in partenza o un preventivo in mano e vuoi capire quale incentivo conviene davvero sul tuo caso — Ecobonus, Sismabonus, Conto Termico, o cumulazione tra voci distinte — un confronto preliminare con un professionista evita errori che 10 anni dopo non si possono più correggere.

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