Quanto pagherai di IMU nel 2026 e quando? L’Imposta Municipale Propria continua a essere il tributo locale più pesante per chi possiede immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, uffici, negozi, aree fabbricabili e immobili dati in uso a terzi. La struttura del calcolo non è cambiata — base imponibile catastale rivalutata, moltiplicatore per categoria, aliquota deliberata dal Comune — ma le aliquote effettive, le agevolazioni applicabili e le scadenze meritano un ripasso ogni anno. In questa guida trovi la formula completa, le esenzioni in vigore, le agevolazioni del 2026, tre esempi pratici di calcolo e le istruzioni per il versamento con F24.
- 01Cos’è l’IMU e chi la paga
- 02Esenzione abitazione principale: requisiti e categorie escluse (A/1, A/8, A/9)
- 03Aliquote 2026: standard e variazioni comunali
- 04Come si calcola l’IMU: formula, rivalutazione, moltiplicatori catastali
- 05Scadenze 2026: acconto 16 giugno + saldo 16 dicembre
- 06Agevolazioni IMU 2026
- 07Esempi pratici di calcolo
- 08Come si paga: F24 standard + codici tributo + ravvedimento
Cos’è l’IMU e chi la paga
L’IMU — Imposta Municipale Propria è il tributo locale dovuto al Comune in cui si trova l’immobile, riformata in versione “unica” dalla Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), che ha unificato la vecchia IMU con la TASI in un unico tributo. La disciplina di base resta quella del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 (federalismo fiscale municipale), aggiornata dalla Legge di Bilancio 2026 per quanto riguarda alcune agevolazioni e l’estensione di esenzioni specifiche.
Soggetti passivi dell’IMU sono:
- Il proprietario dell’immobile
- Il titolare di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie)
- Il locatario nei contratti di leasing finanziario (dalla data di stipula del contratto, non dalla consegna)
- Il concessionario di aree demaniali
Non sono soggetti passivi gli inquilini, i comodatari né i nudi proprietari (paga sempre chi ha il diritto di godimento). In caso di comproprietà l’imposta è ripartita pro-quota in base alle quote di possesso e ai mesi di possesso nell’anno.
Cosa si tassa: tutti gli immobili siti nel territorio italiano, con l’importante eccezione dell’abitazione principale non di lusso (vedi paragrafo 2). Sono tassate quindi: seconde case, immobili affittati, fabbricati strumentali, uffici, negozi, capannoni, immobili categoria D, fabbricati rurali strumentali (con aliquota agevolata) e aree fabbricabili.
Esenzione abitazione principale: requisiti e categorie escluse (A/1, A/8, A/9)
Dal 2020 l’abitazione principale non di lusso è esente da IMU. La regola è il pilastro della disciplina ed è la ragione per cui la maggior parte delle famiglie italiane non paga l’imposta sulla casa in cui vive.
Requisiti per l’esenzione:
- Il proprietario (o titolare di diritto reale) e il suo nucleo familiare devono avere residenza anagrafica e dimora abituale nello stesso immobile
- Una sola unità immobiliare può essere considerata abitazione principale per nucleo (caso coniugi con residenze diverse: si applica a un solo immobile, salvo eccezioni)
- Le pertinenze rientrano nell’esenzione, ma una sola per categoria catastale C/2 (cantina/soffitta), C/6 (garage/posto auto) e C/7 (tettoia)
Categorie sempre tassate, anche se abitazione principale:
| Categoria | Descrizione | Aliquota base |
|---|---|---|
| A/1 | Abitazioni di tipo signorile | 0,50% (modulabile dal Comune tra 0% e 0,60%) |
| A/8 | Abitazioni in ville | 0,50% (modulabile dal Comune tra 0% e 0,60%) |
| A/9 | Castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici | 0,50% (modulabile dal Comune tra 0% e 0,60%) |
Per queste tre categorie spetta una detrazione fissa di 200 euro annui (ripartita in base ai mesi di destinazione ad abitazione principale e tra i comproprietari), ma l’imposta resta dovuta.
Una sentenza della Corte Costituzionale del 2022 ha esteso l’esenzione anche al caso in cui i coniugi abbiano residenze in immobili diversi nello stesso Comune o in Comuni differenti, eliminando il vincolo del “nucleo familiare unico”. Verifica il regolamento del tuo Comune per le modalità di applicazione.
Aliquote 2026: standard e variazioni comunali
L’aliquota IMU è deliberata dal Comune entro una forbice nazionale. La Legge 160/2019 ha fissato l’aliquota standard al 0,86% (8,6 per mille) per gli immobili diversi dall’abitazione principale, con possibilità per il Comune di:
- Aumentarla fino a 1,06% (10,6 per mille) — soglia massima ordinaria
- Aumentarla ulteriormente fino a 1,14% (11,4 per mille) per i Comuni che già applicavano la maggiorazione TASI 0,08%
- Ridurla fino a 0,46% (vecchio minimo) o azzerarla in casi specifici
Aliquote tipo 2026 (sintesi):
| Tipologia di immobile | Aliquota standard | Range comunale |
|---|---|---|
| Abitazione principale non di lusso | Esente | — |
| Abitazione principale A/1, A/8, A/9 | 0,50% | 0% — 0,60% |
| Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi) | 0,86% | 0,46% — 1,06% (1,14% deroga) |
| Immobili categoria D (capannoni industriali) | 0,86% (di cui 0,76% allo Stato) | Quota Comune 0,10% — 0,30% |
| Fabbricati rurali strumentali | 0,10% | 0% — 0,10% |
| Terreni agricoli | 0,76% | 0,46% — 1,06% |
| Aree fabbricabili | 0,86% | 0,46% — 1,06% |
| Immobili merce delle imprese costruttrici (invenduti) | Esente | — |
Le aliquote effettive variano sensibilmente da Comune a Comune. Milano, Roma, Torino e la maggior parte dei capoluoghi applicano il 1,06% sulle seconde case. Per conoscere l’aliquota esatta del tuo Comune consulta il sito istituzionale (sezione “Tributi”) o il portale del Dipartimento delle Finanze (sezione “Fiscalità Locale”).
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CONTATTACICome si calcola l’IMU: formula, rivalutazione, moltiplicatori catastali
La formula dell’IMU è semplice nella struttura ma richiede attenzione nei coefficienti.
Formula generale:
IMU annua = Base imponibile × Aliquota comunale × Quota possesso × Mesi di possesso / 12
Dove la base imponibile è:
Base imponibile = Rendita catastale × 1,05 (rivalutazione 5%) × Moltiplicatore catastale
Per i terreni agricoli si parte invece dal reddito dominicale rivalutato del 25% e si applica il moltiplicatore 135 (75 per coltivatori diretti e IAP iscritti alla previdenza agricola).
Moltiplicatori catastali 2026:
| Categorie catastali | Moltiplicatore |
|---|---|
| A (escluso A/10) e C/2, C/6, C/7 — abitazioni e pertinenze | 160 |
| A/10 — uffici e studi privati | 80 |
| B — collegi, ospizi, magazzini di cura | 140 |
| C/3, C/4, C/5 — laboratori, fabbricati per esercizi sportivi, stabilimenti balneari | 140 |
| C/1 — negozi e botteghe | 55 |
| D (escluso D/5) — capannoni industriali, alberghi | 65 |
| D/5 — istituti di credito e assicurazione | 80 |
Per le aree fabbricabili la base imponibile è il valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposta, determinato in base a zona urbanistica, indice di edificabilità, destinazione d’uso ammessa, oneri di urbanizzazione e prezzi medi di mercato. Molti Comuni pubblicano valori medi a metro quadro per zona, da usare come riferimento (anche se non vincolanti).
Riduzioni della base imponibile previste dalla legge:
- Fabbricati di interesse storico-artistico: base imponibile ridotta del 50%
- Fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati: base imponibile ridotta del 50%, previa certificazione comunale o dichiarazione sostitutiva
- Comodato gratuito a parenti in linea retta entro il 1° grado (genitori/figli): riduzione 50% della base imponibile, con requisiti rigidi (vedi paragrafo 6)
Scadenze 2026: acconto 16 giugno + saldo 16 dicembre
L’IMU si versa in due rate durante l’anno:
- Acconto: entro il 16 giugno 2026 — pari al 50% dell’IMU calcolata con aliquote e detrazioni dell’anno precedente (2025)
- Saldo: entro il 16 dicembre 2026 — a conguaglio, calcolato con le aliquote definitive 2026 deliberate dal Comune
In alternativa è ammesso il versamento in unica soluzione entro il 16 giugno, applicando le aliquote 2026 se già pubblicate. Se le aliquote definitive non sono ancora deliberate alla data di scadenza dell’acconto, si usano quelle dell’anno precedente e si conguaglia al saldo.
Comuni che pubblicano in ritardo le delibere: in caso di pubblicazione successiva al 28 ottobre (termine ordinario), le aliquote retroattive non possono peggiorare la posizione del contribuente; in pratica, se il Comune alza l’aliquota dopo ottobre, l’aumento si applica solo dall’anno successivo.
Per gli immobili di categoria D (capannoni industriali, alberghi) una quota dell’imposta — corrispondente all’aliquota 0,76% — è destinata allo Stato e va versata con codice tributo dedicato (3925), distinto dalla quota comunale.
Agevolazioni IMU 2026
Le agevolazioni IMU sono il punto in cui si concentrano gli sconti più rilevanti. Le principali in vigore nel 2026:
1. Locazione a canone concordato — riduzione 25%
Per gli immobili affittati con contratto a canone concordato (3+2 ex L. 431/98 o transitori concordati) l’imposta è ridotta del 25%. Si applica l’aliquota deliberata e si sconta del 25% l’IMU finale. L’agevolazione è automatica purché il contratto sia regolarmente registrato e rispetti gli accordi territoriali del Comune.
2. Comodato gratuito a parenti in linea retta 1° grado — riduzione 50% base imponibile
L’immobile dato in comodato gratuito a figli o genitori beneficia della riduzione del 50% della base imponibile se:
- Il comodante possiede in Italia al massimo un altro immobile (oltre alla propria abitazione principale)
- Entrambi gli immobili sono nello stesso Comune
- Il comodante ha residenza e dimora abituale in tale Comune
- Il contratto di comodato è registrato
- L’immobile concesso in comodato non è di categoria A/1, A/8, A/9
3. Anziani o disabili ricoverati in modo permanente — esenzione su delibera comunale
I Comuni possono assimilare ad abitazione principale (e quindi esentare) l’immobile posseduto da anziani o disabili che acquisiscono residenza in istituti di ricovero o sanitari in modo permanente, a condizione che l’immobile non sia locato. L’assimilazione richiede espressa delibera comunale e si applica a una sola unità immobiliare.
4. Residenti AIRE — riduzione 50%
Dal 2024 la disciplina è cambiata: i pensionati residenti all’estero iscritti all’AIRE beneficiano della riduzione del 50% dell’IMU (e dei 2/3 della TARI) su una sola unità immobiliare in Italia, a condizione che:
- Siano titolari di pensione in convenzione internazionale maturata in regime di totalizzazione
- L’immobile non sia locato né dato in comodato
- Risiedano in uno Stato di assicurazione (UE o convenzionato)
L’esenzione totale non esiste più dal 2024: prima della riforma alcuni regimi prevedevano esenzione piena, oggi la regola unitaria è la riduzione 50%.
5. Immobili merce delle imprese costruttrici — esenzione
Gli immobili costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice (purché non locati) sono esenti da IMU fino alla data del rogito, a condizione che siano dichiarati con la dichiarazione IMU.
Esempi pratici di calcolo
Caso 1 — Prima casa A/2 a Torino (non di lusso)
Situazione: Maria possiede un’abitazione di categoria A/2 a Torino, residenza e dimora abituale, rendita catastale 600 euro.
Calcolo: l’abitazione principale non di lusso è esente da IMU.
Imposta dovuta: 0 euro.
Caso 2 — Seconda casa A/3 a Milano
Situazione: Luca possiede una seconda casa di categoria A/3 a Milano, rendita catastale 700 euro, possesso al 100% per l’intero anno, aliquota deliberata dal Comune 1,06%.
Base imponibile: 700 × 1,05 × 160 = 117.600 euro
IMU annua: 117.600 × 1,06% = 1.246,56 euro
Acconto 16 giugno: 623,28 euro (50%, con aliquota 2025 se diversa, qui per semplicità identica)
Saldo 16 dicembre: 623,28 euro
Se Luca avesse affittato l’immobile con contratto a canone concordato, l’imposta sarebbe ridotta del 25%: 1.246,56 × 0,75 = 934,92 euro annui.
Caso 3 — Immobile a canone concordato A/3 a Roma
Situazione: Giulia possiede a Roma un appartamento A/3 affittato con contratto 3+2 a canone concordato, rendita catastale 850 euro, possesso 100% per 12 mesi, aliquota Roma sulle locazioni concordate 0,76%.
Base imponibile: 850 × 1,05 × 160 = 142.800 euro
IMU lorda: 142.800 × 0,76% = 1.085,28 euro
Riduzione 25% canone concordato: 1.085,28 × 0,75 = 813,96 euro
L’agevolazione del canone concordato si combina con la verifica dei link interni: per i parametri territoriali aggiornati, consulta la guida Canone concordato Roma 2026 e per il calcolo del canone su Milano il servizio Calcolo canone concordato Milano.
Confronta cedolare vs regime ordinario
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CONFRONTA SUBITOCome si paga: F24 standard + codici tributo + ravvedimento
L’IMU si paga con modello F24 standard (sezione “IMU e altri tributi locali”), compilando un rigo per ciascun Comune e per ciascun codice tributo.
Codici tributo IMU 2026 — principali:
| Codice | Destinazione |
|---|---|
| 3912 | IMU abitazione principale (categorie A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze |
| 3914 | IMU terreni agricoli |
| 3916 | IMU aree fabbricabili |
| 3918 | IMU altri fabbricati (seconde case, locati, uffici categoria A/10) |
| 3919 | IMU fabbricati categoria B |
| 3925 | IMU immobili categoria D — quota Stato (aliquota 0,76%) |
| 3930 | IMU immobili categoria D — quota incremento Comune |
| 3923 | Interessi da accertamento |
| 3924 | Sanzioni da accertamento |
Nel modello F24 vanno indicati: codice catastale del Comune (4 caratteri alfanumerici), numero immobili, “Acc” o “Saldo” come tipologia, anno di riferimento.
Ravvedimento operoso: se non paghi entro la scadenza, puoi sanare versando l’imposta più interessi legali e una sanzione ridotta:
- Entro 14 giorni: 0,1% per giorno di ritardo (sprint)
- Entro 30 giorni: 1,5% (sanzione 1/10 del 15%)
- Entro 90 giorni: 1,67% (sanzione 1/9 del 15%)
- Entro 1 anno: 3,75% (sanzione 1/8 del 30%)
- Entro 2 anni: 4,29% (sanzione 1/7 del 30%)
- Oltre 2 anni: 5% (sanzione 1/6 del 30%)
Gli interessi legali del 2026 (al tasso vigente) si calcolano giorno per giorno e si versano con codici tributo 3923 (interessi) e 3924 (sanzioni), entrambi sul Comune destinatario dell’imposta.
- L’IMU — Imposta Municipale Propria è il tributo locale dovuto al Comune in cui si trova l’immobile, riformata in versione “unica” dalla Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), che ha unificato la vecchia IMU con la TASI in un unico tributo
- Dal 2020 l’abitazione principale non di lusso è esente da IMU
- L’aliquota IMU è deliberata dal Comune entro una forbice nazionale
Domande frequenti
Se ho la casa in usufrutto a mio padre, chi paga l’IMU?
Paga il titolare del diritto reale di godimento, quindi tuo padre (usufruttuario), non il nudo proprietario. Vale anche per diritto di abitazione, uso e superficie.
L’IMU si paga sui box e cantine?
Sì, ma se sono pertinenze dell’abitazione principale (al massimo uno per categoria C/2, C/6, C/7) seguono il regime dell’abitazione principale: esenti se non di lusso. Pertinenze di seconde case sono tassate normalmente.
Come faccio a sapere l’aliquota del mio Comune?
Le aliquote sono pubblicate sul sito istituzionale del Comune (sezione “Tributi” o “IMU”) e sul portale del Dipartimento delle Finanze (sezione “Fiscalità Locale”). Cerca la delibera di approvazione delle aliquote per l’anno di riferimento.
Devo presentare la dichiarazione IMU ogni anno?
No, la dichiarazione IMU si presenta solo quando cambiano gli elementi rilevanti per il calcolo (acquisto, vendita, variazione catastale, comodato gratuito, fabbricato divenuto inagibile). Termine: 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.
Cosa succede se sbaglio il codice tributo nell’F24?
Puoi presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate (modello F24 di rettifica) o, per piccoli errori formali, chiedere correzione direttamente al Comune. L’imposta resta comunque dovuta e versata, ma serve sistemare l’imputazione contabile.
Se vendo la casa a metà anno, come si divide l’IMU?
L’imposta si calcola pro-rata sui mesi di possesso. Conta come mese di possesso il mese in cui il possesso si è protratto per almeno 15 giorni. Esempio: vendita 20 giugno → giugno vale per il venditore (16 giorni); luglio in poi per il compratore.
L’immobile inagibile è esente da IMU?
No, è ammesso solo lo sconto del 50% sulla base imponibile, non l’esenzione totale. L’inagibilità va certificata dall’ufficio tecnico comunale oppure dichiarata con autocertificazione e perizia tecnica.
Hai dubbi sul tuo caso?
L’IMU sembra semplice ma diventa un labirinto quando si incrociano comodati, comproprietà, aliquote comunali specifiche, contratti concordati e variazioni catastali. Un errore di calcolo, una scadenza dimenticata o un codice tributo sbagliato possono generare accertamenti e sanzioni anche significative.
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