Quanto costa registrare un preliminare di compravendita? Il calcolo non è banale: oltre all’imposta fissa di 200 euro, devi considerare il bollo da 16 euro ogni 4 facciate, l’imposta proporzionale dello 0,5% sulla caparra confirmatoria e l’imposta dell’1% o 3% sugli acconti versati prima del rogito. La regola cambia in base al tipo di rogito previsto (tra privati, da costruttore IVA, prima casa, seconda casa) e al tipo di caparra pattuita. In questa guida trovi il quadro completo aggiornato al 2026, gli esempi numerici sui casi più frequenti e gli errori che fanno saltare la caparra.
- 01Cos’è il preliminare e perché va registrato
- 02I tributi dovuti sul preliminare: registro, bollo, caparra, acconti
- 03Imposta di registro fissa: 200 euro
- 04Imposta sulla caparra: 0,5% (confirmatoria) o esente (penitenziale)
- 05Imposta sugli acconti: 1% o 3% a seconda del rogito
- 06Esempi pratici di calcolo (4 casi tipici)
- 07Trascrizione del preliminare: quando conviene
- 08Come si paga: modello F24 ELIDE e codici tributo
- 09Sanzioni in caso di mancata o tardiva registrazione
Cos’è il preliminare e perché va registrato
Il preliminare di compravendita (detto anche compromesso) è il contratto con cui venditore e acquirente si obbligano reciprocamente alla futura stipula del rogito notarile. È disciplinato dall’art. 1351 del Codice Civile e ha effetti vincolanti: chi non rispetta l’accordo è tenuto al risarcimento del danno o all’esecuzione forzata.
La registrazione presso l’Agenzia delle Entrate è obbligatoria entro 30 giorni dalla data di stipula (art. 10, Tariffa parte I, DPR 131/86) e serve a:
- Dare data certa al contratto
- Tutelare entrambe le parti in caso di contenzioso
- Consentire l’eventuale trascrizione nei registri immobiliari (art. 2645-bis c.c.), che protegge l’acquirente da vendite a terzi successive
Il preliminare può essere redatto come scrittura privata (più diffusa, sufficiente per la sola registrazione fiscale) oppure come atto pubblico/scrittura privata autenticata dal notaio (necessario per la trascrizione). La registrazione è sempre obbligatoria, indipendentemente dalla forma.
I tributi dovuti sul preliminare: registro, bollo, caparra, acconti
Quando registri il preliminare, paghi fino a quattro tipi di imposte che si sommano:
| Voce | Importo | Quando si paga |
|---|---|---|
| Imposta di registro fissa | 200 € | Sempre, sul preliminare in quanto tale |
| Imposta di bollo | 16 € ogni 4 facciate per copia | Sempre, su tutte le copie del contratto |
| Imposta proporzionale sulla caparra confirmatoria | 0,5% dell’importo | Solo se prevista caparra confirmatoria |
| Imposta proporzionale sugli acconti prezzo | 1% o 3% dell’importo | Solo se sono già stati versati acconti |
L’imposta proporzionale sulla caparra e sugli acconti versata al preliminare verrà poi scomputata dall’imposta dovuta al rogito definitivo. Non è quindi una “doppia tassazione”: è un’anticipazione che si recupera al momento del rogito.
Imposta di registro fissa: 200 euro
L’imposta di registro fissa è prevista dall’art. 10 della Tariffa parte I allegata al DPR 131/86 ed è pari a 200 euro per la registrazione del preliminare di compravendita, indipendentemente dal valore dell’immobile o del prezzo pattuito.
Questa imposta:
- Si paga sempre, anche se il preliminare non prevede caparra né acconti
- Non si recupera al rogito (a differenza dell’imposta proporzionale su caparra e acconti)
- Si paga una sola volta, alla registrazione iniziale
A questa si aggiunge sempre l’imposta di bollo di 16 euro ogni 4 facciate (100 righe). Per un preliminare standard di 4-8 facciate il bollo va da 16 a 32 euro per ogni copia (di norma 2 copie, una per parte).
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CALCOLA ORAImposta sulla caparra: 0,5% (confirmatoria) o esente (penitenziale)
La caparra è la somma che l’acquirente versa al venditore al momento della firma del preliminare, e ha un trattamento fiscale che dipende dal tipo:
- Caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) — la più diffusa: serve a garantire l’esecuzione del contratto. Se l’acquirente non si presenta al rogito, il venditore la trattiene; se è il venditore a non presentarsi, deve restituire il doppio della caparra. È tassata con imposta di registro proporzionale dello 0,5%.
- Caparra penitenziale (art. 1386 c.c.) — meno frequente: funge da “prezzo del recesso”. Se una parte si pente, perde la caparra (o restituisce il doppio) e il contratto si scioglie senza ulteriori conseguenze. È esente dall’imposta proporzionale in fase di preliminare (paga solo registro fisso + bollo).
Quale conviene scegliere?
- La confirmatoria offre maggiore protezione (esecuzione forzata possibile, non solo risarcimento) ma costa lo 0,5% di imposta proporzionale anticipata
- La penitenziale è più economica all’inizio ma rende il contratto “più fragile” — chiunque può recedere pagando solo la caparra
Nella stragrande maggioranza dei preliminari tra privati si usa la confirmatoria, sia perché tutela meglio sia perché l’imposta dello 0,5% viene poi recuperata al rogito.
Imposta sugli acconti: 1% o 3% a seconda del rogito
Se al momento del preliminare l’acquirente versa acconti sul prezzo (somme distinte dalla caparra, imputate direttamente al prezzo di vendita), questi sono soggetti a imposta proporzionale che dipende dal regime fiscale del rogito definitivo:
| Tipo di rogito definitivo | Aliquota sugli acconti al preliminare |
|---|---|
| Compravendita tra privati (no IVA) — prima o seconda casa | 3% |
| Compravendita da costruttore o impresa con IVA (10% o 22%) | 1% |
| Compravendita da costruttore con IVA al 4% (prima casa nuova) | 1% |
L’aliquota del 3% corrisponde all’aliquota di registro che si pagherebbe al rogito tra privati con prezzo-valore (per la seconda casa è il 9%, ma sull’acconto si versa il 3% come anticipo).
L’aliquota dell’1% invece anticipa parte dell’IVA dovuta al rogito quando il venditore è soggetto IVA (costruttore, impresa di costruzione).
Importante: caparra e acconto sono fiscalmente distinti. Se il preliminare prevede solo “caparra confirmatoria” di 20.000 euro, paghi 100 euro di registro proporzionale (0,5%). Se invece sono “10.000 caparra + 10.000 acconto” allora paghi 50 euro (0,5% sulla caparra) + 300 euro (3% sull’acconto, tra privati) = 350 euro. Specificare chiaramente in contratto le due voci serve sia a livello civilistico che fiscale.
Esempi pratici di calcolo (4 casi tipici)
Vediamo 4 scenari frequenti con i numeri completi.
Caso 1 — Preliminare tra privati con caparra confirmatoria, prima casa
Scenario: Mario compra dalla signora Rossi un appartamento per 220.000 €. Caparra confirmatoria 20.000 €, nessun acconto. Rogito previsto in 4 mesi.
- Imposta di registro fissa: 200 €
- Imposta di bollo (2 copie, 4 facciate): 32 €
- Imposta proporzionale caparra: 20.000 × 0,5% = 100 €
- Totale imposte preliminare: 332 €
I 100 € della caparra verranno scomputati dall’imposta di registro dovuta al rogito (2% prezzo-valore prima casa).
Caso 2 — Preliminare tra privati con caparra + acconto, seconda casa
Scenario: Giulia compra una seconda casa per 180.000 €. Caparra confirmatoria 15.000 € + acconto 20.000 € versato alla firma.
- Imposta di registro fissa: 200 €
- Imposta di bollo: 32 €
- Imposta proporzionale caparra: 15.000 × 0,5% = 75 €
- Imposta proporzionale acconto (rogito senza IVA): 20.000 × 3% = 600 €
- Totale imposte preliminare: 907 €
Sia i 75 € sia i 600 € sono scomputabili dal registro al rogito (9% per seconda casa su prezzo-valore).
Caso 3 — Preliminare da costruttore con IVA, prima casa nuova
Scenario: Luca compra direttamente dal costruttore un appartamento nuovo per 250.000 € + IVA 4%. Acconto 25.000 € versato alla firma del preliminare. Nessuna caparra distinta.
- Imposta di registro fissa: 200 €
- Imposta di bollo: 32 €
- Imposta proporzionale acconto (con IVA): 25.000 × 1% = 250 €
- Totale imposte preliminare: 482 €
I 250 € verranno scomputati dall’IVA dovuta al rogito (4% sul prezzo totale).
Caso 4 — Preliminare senza caparra né acconto
Scenario: Sara e Marco firmano un preliminare per uno scambio rapido (rogito in 30 giorni), senza versare alcuna somma alla firma.
- Imposta di registro fissa: 200 €
- Imposta di bollo: 32 €
- Totale imposte preliminare: 232 €
In questo caso il preliminare costa solo le imposte fisse base.
Trascrizione del preliminare: quando conviene
Oltre alla registrazione fiscale, il preliminare può essere trascritto nei registri immobiliari (art. 2645-bis c.c.) per dare opponibilità ai terzi. La trascrizione richiede:
- Atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio
- Imposta ipotecaria: 200 € fissi
- Tassa archivio: variabile per Conservatoria, mediamente 40-90 €
- Costi del notaio per l’autentica e la trascrizione (250-500 € + IVA, in media)
Quando conviene trascrivere:
- Quando il rogito è previsto a distanza di mesi (rischio che il venditore venda a terzi)
- Quando l’importo della caparra/acconti è elevato
- Quando l’immobile ha già potenziali criticità (ipoteche, contenziosi)
- Per la massima protezione dell’acquirente
La trascrizione scade dopo 3 anni se nel frattempo non viene seguita dal rogito definitivo. Costa di più, ma blinda l’operazione.
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CONFRONTA SUBITOCome si paga: modello F24 ELIDE e codici tributo
Dal 2014 il pagamento delle imposte del preliminare si effettua tramite modello F24 ELIDE (Elementi Identificativi). I codici tributo principali sono:
| Codice | Descrizione |
|---|---|
| 1550 | Imposta di registro per preliminare di compravendita |
| 1551 | Imposta di bollo |
| 1552 | Tributi speciali e compensi |
| 1553 | Sanzioni da ravvedimento |
| 1554 | Interessi da ravvedimento |
| 1555 | Imposta proporzionale su caparra (0,5%) |
| 1556 | Imposta proporzionale su acconti (1% o 3%) |
Nel modello F24 ELIDE indichi codice tributo, anno di riferimento, codice ufficio Agenzia delle Entrate territorialmente competente, importo. Il modello può essere compilato e inviato online dal portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite banca/posta. La registrazione telematica del preliminare include automaticamente il calcolo e il pagamento via F24 ELIDE.
Sanzioni in caso di mancata o tardiva registrazione
Il mancato rispetto del termine di 30 giorni per la registrazione del preliminare fa scattare:
- Omessa registrazione: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (art. 69 DPR 131/86), con un minimo di 200 euro
- Tardivo pagamento (registrazione tempestiva ma versamento in ritardo): sanzione del 30% dell’imposta non versata (art. 13 D.Lgs. 471/97)
- Interessi legali sull’imposta non versata (2,5% annuo nel 2025)
Si può sanare la posizione con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/97), con riduzione progressiva della sanzione:
- Entro 14 giorni: 0,1% al giorno
- Entro 30 giorni: 1,5%
- Entro 90 giorni: 1,67%
- Entro 1 anno: 3,75%
- Entro 2 anni: 4,29%
- Oltre 2 anni: 5%
Agire subito è sempre la scelta giusta: più passa tempo, più la sanzione cresce. E in più la mancata registrazione può creare problemi al rogito (il notaio potrebbe richiedere la regolarizzazione preventiva).
- Il preliminare di compravendita (detto anche compromesso) è il contratto con cui venditore e acquirente si obbligano reciprocamente alla futura stipula del rogito notarile
- Quando registri il preliminare, paghi fino a quattro tipi di imposte che si sommano:
- L’imposta di registro fissa è prevista dall’art. 10 della Tariffa parte I allegata al DPR 131/86 ed è pari a 200 euro per la registrazione del preliminare di compravendita, indipendentemente dal valore dell’immobile o del prezzo pattuito.
Domande frequenti
Devo registrare il preliminare se è una scrittura privata?
Sì. La registrazione è obbligatoria entro 30 giorni dalla stipula a prescindere dalla forma (scrittura privata semplice, autenticata o atto pubblico). Cambia solo la procedura: la scrittura privata semplice si registra direttamente all’Agenzia delle Entrate, mentre l’atto pubblico viene registrato dal notaio. Per casi particolari verifica con un professionista.
Chi paga le imposte sul preliminare: acquirente o venditore?
Per legge sono obbligati in solido (art. 57 DPR 131/86), ma in pratica le parti possono accordarsi diversamente. La prassi più diffusa è il pagamento a carico dell’acquirente, perché è lui che beneficia maggiormente della tutela giuridica. Il punto va comunque chiarito in contratto.
La caparra paga sempre l’imposta dello 0,5%?
Solo la caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) paga lo 0,5%. La caparra penitenziale (art. 1386 c.c.) è esente in fase di preliminare. La quasi totalità dei preliminari tra privati prevede caparra confirmatoria.
Posso scomputare l’imposta del preliminare dal rogito?
Sì. L’imposta proporzionale dello 0,5% sulla caparra e dell’1% o 3% sugli acconti si scomputa dall’imposta di registro (o dall’IVA) dovuta al rogito. L’imposta fissa di 200 € invece non si recupera. Il notaio rogante effettua il conteggio in automatico al rogito.
Cosa succede se non registro il preliminare?
Sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 200 €) e impossibilità di far valere il contratto in eventuali contenziosi senza prima sanare la posizione. Il rogito potrebbe slittare. Conviene sempre rispettare i 30 giorni o, in caso di ritardo, attivare il ravvedimento operoso.
La trascrizione costa di più della sola registrazione?
Sì, perché richiede l’autentica del notaio (250-500 € + IVA), l’imposta ipotecaria fissa di 200 € e la tassa archivio. Tuttavia, per acquisti importanti o con tempi lunghi tra preliminare e rogito, è la tutela più forte che esiste: nessun terzo può comprare l’immobile prima di te.
Quanto costa registrare un preliminare standard senza caparra?
Imposta di registro fissa 200 € + bollo 32 € (su 4 facciate, 2 copie) = 232 € totali. Senza caparra né acconto da tassare, è il costo minimo del preliminare.
Calcolo automatico in 30 secondi
Il calcolo manuale è semplice nei casi base, ma diventa complesso quando entrano in gioco caparra confirmatoria, acconti, rogito con o senza IVA, scelta della trascrizione. Un errore di aliquota o di base imponibile e ti ritrovi con una sanzione del 30%.
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