Calcolo imposte preliminare di compravendita 2026: registro, bollo, caparra e acconti

Quanto costa registrare un preliminare di compravendita? Il calcolo non è banale: oltre all’imposta fissa di 200 euro, devi considerare il bollo da 16 euro ogni 4 facciate, l’imposta proporzionale dello 0,5% sulla caparra confirmatoria e l’imposta dell’1% o 3% sugli acconti versati prima del rogito. La regola cambia in base al tipo di rogito previsto (tra privati, da costruttore IVA, prima casa, seconda casa) e al tipo di caparra pattuita. In questa guida trovi il quadro completo aggiornato al 2026, gli esempi numerici sui casi più frequenti e gli errori che fanno saltare la caparra.

Cos’è il preliminare e perché va registrato

Il preliminare di compravendita (detto anche compromesso) è il contratto con cui venditore e acquirente si obbligano reciprocamente alla futura stipula del rogito notarile. È disciplinato dall’art. 1351 del Codice Civile e ha effetti vincolanti: chi non rispetta l’accordo è tenuto al risarcimento del danno o all’esecuzione forzata.

La registrazione presso l’Agenzia delle Entrate è obbligatoria entro 30 giorni dalla data di stipula (art. 10, Tariffa parte I, DPR 131/86) e serve a:

  • Dare data certa al contratto
  • Tutelare entrambe le parti in caso di contenzioso
  • Consentire l’eventuale trascrizione nei registri immobiliari (art. 2645-bis c.c.), che protegge l’acquirente da vendite a terzi successive

Il preliminare può essere redatto come scrittura privata (più diffusa, sufficiente per la sola registrazione fiscale) oppure come atto pubblico/scrittura privata autenticata dal notaio (necessario per la trascrizione). La registrazione è sempre obbligatoria, indipendentemente dalla forma.

I tributi dovuti sul preliminare: registro, bollo, caparra, acconti

Quando registri il preliminare, paghi fino a quattro tipi di imposte che si sommano:

Voce Importo Quando si paga
Imposta di registro fissa 200 € Sempre, sul preliminare in quanto tale
Imposta di bollo 16 € ogni 4 facciate per copia Sempre, su tutte le copie del contratto
Imposta proporzionale sulla caparra confirmatoria 0,5% dell’importo Solo se prevista caparra confirmatoria
Imposta proporzionale sugli acconti prezzo 1% o 3% dell’importo Solo se sono già stati versati acconti

L’imposta proporzionale sulla caparra e sugli acconti versata al preliminare verrà poi scomputata dall’imposta dovuta al rogito definitivo. Non è quindi una “doppia tassazione”: è un’anticipazione che si recupera al momento del rogito.

Imposta di registro fissa: 200 euro

L’imposta di registro fissa è prevista dall’art. 10 della Tariffa parte I allegata al DPR 131/86 ed è pari a 200 euro per la registrazione del preliminare di compravendita, indipendentemente dal valore dell’immobile o del prezzo pattuito.

Questa imposta:

  • Si paga sempre, anche se il preliminare non prevede caparra né acconti
  • Non si recupera al rogito (a differenza dell’imposta proporzionale su caparra e acconti)
  • Si paga una sola volta, alla registrazione iniziale

A questa si aggiunge sempre l’imposta di bollo di 16 euro ogni 4 facciate (100 righe). Per un preliminare standard di 4-8 facciate il bollo va da 16 a 32 euro per ogni copia (di norma 2 copie, una per parte).

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Imposta sulla caparra: 0,5% (confirmatoria) o esente (penitenziale)

La caparra è la somma che l’acquirente versa al venditore al momento della firma del preliminare, e ha un trattamento fiscale che dipende dal tipo:

  • Caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) — la più diffusa: serve a garantire l’esecuzione del contratto. Se l’acquirente non si presenta al rogito, il venditore la trattiene; se è il venditore a non presentarsi, deve restituire il doppio della caparra. È tassata con imposta di registro proporzionale dello 0,5%.
  • Caparra penitenziale (art. 1386 c.c.) — meno frequente: funge da “prezzo del recesso”. Se una parte si pente, perde la caparra (o restituisce il doppio) e il contratto si scioglie senza ulteriori conseguenze. È esente dall’imposta proporzionale in fase di preliminare (paga solo registro fisso + bollo).

Quale conviene scegliere?

  • La confirmatoria offre maggiore protezione (esecuzione forzata possibile, non solo risarcimento) ma costa lo 0,5% di imposta proporzionale anticipata
  • La penitenziale è più economica all’inizio ma rende il contratto “più fragile” — chiunque può recedere pagando solo la caparra

Nella stragrande maggioranza dei preliminari tra privati si usa la confirmatoria, sia perché tutela meglio sia perché l’imposta dello 0,5% viene poi recuperata al rogito.

Imposta sugli acconti: 1% o 3% a seconda del rogito

Se al momento del preliminare l’acquirente versa acconti sul prezzo (somme distinte dalla caparra, imputate direttamente al prezzo di vendita), questi sono soggetti a imposta proporzionale che dipende dal regime fiscale del rogito definitivo:

Tipo di rogito definitivo Aliquota sugli acconti al preliminare
Compravendita tra privati (no IVA) — prima o seconda casa 3%
Compravendita da costruttore o impresa con IVA (10% o 22%) 1%
Compravendita da costruttore con IVA al 4% (prima casa nuova) 1%

L’aliquota del 3% corrisponde all’aliquota di registro che si pagherebbe al rogito tra privati con prezzo-valore (per la seconda casa è il 9%, ma sull’acconto si versa il 3% come anticipo).

L’aliquota dell’1% invece anticipa parte dell’IVA dovuta al rogito quando il venditore è soggetto IVA (costruttore, impresa di costruzione).

Importante: caparra e acconto sono fiscalmente distinti. Se il preliminare prevede solo “caparra confirmatoria” di 20.000 euro, paghi 100 euro di registro proporzionale (0,5%). Se invece sono “10.000 caparra + 10.000 acconto” allora paghi 50 euro (0,5% sulla caparra) + 300 euro (3% sull’acconto, tra privati) = 350 euro. Specificare chiaramente in contratto le due voci serve sia a livello civilistico che fiscale.

Esempi pratici di calcolo (4 casi tipici)

Vediamo 4 scenari frequenti con i numeri completi.

Caso 1 — Preliminare tra privati con caparra confirmatoria, prima casa

Scenario: Mario compra dalla signora Rossi un appartamento per 220.000 €. Caparra confirmatoria 20.000 €, nessun acconto. Rogito previsto in 4 mesi.

  • Imposta di registro fissa: 200 €
  • Imposta di bollo (2 copie, 4 facciate): 32 €
  • Imposta proporzionale caparra: 20.000 × 0,5% = 100 €
  • Totale imposte preliminare: 332 €

I 100 € della caparra verranno scomputati dall’imposta di registro dovuta al rogito (2% prezzo-valore prima casa).

Caso 2 — Preliminare tra privati con caparra + acconto, seconda casa

Scenario: Giulia compra una seconda casa per 180.000 €. Caparra confirmatoria 15.000 € + acconto 20.000 € versato alla firma.

  • Imposta di registro fissa: 200 €
  • Imposta di bollo: 32 €
  • Imposta proporzionale caparra: 15.000 × 0,5% = 75 €
  • Imposta proporzionale acconto (rogito senza IVA): 20.000 × 3% = 600 €
  • Totale imposte preliminare: 907 €

Sia i 75 € sia i 600 € sono scomputabili dal registro al rogito (9% per seconda casa su prezzo-valore).

Caso 3 — Preliminare da costruttore con IVA, prima casa nuova

Scenario: Luca compra direttamente dal costruttore un appartamento nuovo per 250.000 € + IVA 4%. Acconto 25.000 € versato alla firma del preliminare. Nessuna caparra distinta.

  • Imposta di registro fissa: 200 €
  • Imposta di bollo: 32 €
  • Imposta proporzionale acconto (con IVA): 25.000 × 1% = 250 €
  • Totale imposte preliminare: 482 €

I 250 € verranno scomputati dall’IVA dovuta al rogito (4% sul prezzo totale).

Caso 4 — Preliminare senza caparra né acconto

Scenario: Sara e Marco firmano un preliminare per uno scambio rapido (rogito in 30 giorni), senza versare alcuna somma alla firma.

  • Imposta di registro fissa: 200 €
  • Imposta di bollo: 32 €
  • Totale imposte preliminare: 232 €

In questo caso il preliminare costa solo le imposte fisse base.

Trascrizione del preliminare: quando conviene

Oltre alla registrazione fiscale, il preliminare può essere trascritto nei registri immobiliari (art. 2645-bis c.c.) per dare opponibilità ai terzi. La trascrizione richiede:

  • Atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio
  • Imposta ipotecaria: 200 € fissi
  • Tassa archivio: variabile per Conservatoria, mediamente 40-90 €
  • Costi del notaio per l’autentica e la trascrizione (250-500 € + IVA, in media)

Quando conviene trascrivere:

  • Quando il rogito è previsto a distanza di mesi (rischio che il venditore venda a terzi)
  • Quando l’importo della caparra/acconti è elevato
  • Quando l’immobile ha già potenziali criticità (ipoteche, contenziosi)
  • Per la massima protezione dell’acquirente

La trascrizione scade dopo 3 anni se nel frattempo non viene seguita dal rogito definitivo. Costa di più, ma blinda l’operazione.

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Come si paga: modello F24 ELIDE e codici tributo

Dal 2014 il pagamento delle imposte del preliminare si effettua tramite modello F24 ELIDE (Elementi Identificativi). I codici tributo principali sono:

Codice Descrizione
1550 Imposta di registro per preliminare di compravendita
1551 Imposta di bollo
1552 Tributi speciali e compensi
1553 Sanzioni da ravvedimento
1554 Interessi da ravvedimento
1555 Imposta proporzionale su caparra (0,5%)
1556 Imposta proporzionale su acconti (1% o 3%)

Nel modello F24 ELIDE indichi codice tributo, anno di riferimento, codice ufficio Agenzia delle Entrate territorialmente competente, importo. Il modello può essere compilato e inviato online dal portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite banca/posta. La registrazione telematica del preliminare include automaticamente il calcolo e il pagamento via F24 ELIDE.

Sanzioni in caso di mancata o tardiva registrazione

Il mancato rispetto del termine di 30 giorni per la registrazione del preliminare fa scattare:

  • Omessa registrazione: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (art. 69 DPR 131/86), con un minimo di 200 euro
  • Tardivo pagamento (registrazione tempestiva ma versamento in ritardo): sanzione del 30% dell’imposta non versata (art. 13 D.Lgs. 471/97)
  • Interessi legali sull’imposta non versata (2,5% annuo nel 2025)

Si può sanare la posizione con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/97), con riduzione progressiva della sanzione:

  • Entro 14 giorni: 0,1% al giorno
  • Entro 30 giorni: 1,5%
  • Entro 90 giorni: 1,67%
  • Entro 1 anno: 3,75%
  • Entro 2 anni: 4,29%
  • Oltre 2 anni: 5%

Agire subito è sempre la scelta giusta: più passa tempo, più la sanzione cresce. E in più la mancata registrazione può creare problemi al rogito (il notaio potrebbe richiedere la regolarizzazione preventiva).

In sintesi
  • Il preliminare di compravendita (detto anche compromesso) è il contratto con cui venditore e acquirente si obbligano reciprocamente alla futura stipula del rogito notarile
  • Quando registri il preliminare, paghi fino a quattro tipi di imposte che si sommano:
  • L’imposta di registro fissa è prevista dall’art. 10 della Tariffa parte I allegata al DPR 131/86 ed è pari a 200 euro per la registrazione del preliminare di compravendita, indipendentemente dal valore dell’immobile o del prezzo pattuito.

Domande frequenti

Devo registrare il preliminare se è una scrittura privata?

Sì. La registrazione è obbligatoria entro 30 giorni dalla stipula a prescindere dalla forma (scrittura privata semplice, autenticata o atto pubblico). Cambia solo la procedura: la scrittura privata semplice si registra direttamente all’Agenzia delle Entrate, mentre l’atto pubblico viene registrato dal notaio. Per casi particolari verifica con un professionista.

Chi paga le imposte sul preliminare: acquirente o venditore?

Per legge sono obbligati in solido (art. 57 DPR 131/86), ma in pratica le parti possono accordarsi diversamente. La prassi più diffusa è il pagamento a carico dell’acquirente, perché è lui che beneficia maggiormente della tutela giuridica. Il punto va comunque chiarito in contratto.

La caparra paga sempre l’imposta dello 0,5%?

Solo la caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) paga lo 0,5%. La caparra penitenziale (art. 1386 c.c.) è esente in fase di preliminare. La quasi totalità dei preliminari tra privati prevede caparra confirmatoria.

Posso scomputare l’imposta del preliminare dal rogito?

Sì. L’imposta proporzionale dello 0,5% sulla caparra e dell’1% o 3% sugli acconti si scomputa dall’imposta di registro (o dall’IVA) dovuta al rogito. L’imposta fissa di 200 € invece non si recupera. Il notaio rogante effettua il conteggio in automatico al rogito.

Cosa succede se non registro il preliminare?

Sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 200 €) e impossibilità di far valere il contratto in eventuali contenziosi senza prima sanare la posizione. Il rogito potrebbe slittare. Conviene sempre rispettare i 30 giorni o, in caso di ritardo, attivare il ravvedimento operoso.

La trascrizione costa di più della sola registrazione?

Sì, perché richiede l’autentica del notaio (250-500 € + IVA), l’imposta ipotecaria fissa di 200 € e la tassa archivio. Tuttavia, per acquisti importanti o con tempi lunghi tra preliminare e rogito, è la tutela più forte che esiste: nessun terzo può comprare l’immobile prima di te.

Quanto costa registrare un preliminare standard senza caparra?

Imposta di registro fissa 200 € + bollo 32 € (su 4 facciate, 2 copie) = 232 € totali. Senza caparra né acconto da tassare, è il costo minimo del preliminare.

Calcolo automatico in 30 secondi

Il calcolo manuale è semplice nei casi base, ma diventa complesso quando entrano in gioco caparra confirmatoria, acconti, rogito con o senza IVA, scelta della trascrizione. Un errore di aliquota o di base imponibile e ti ritrovi con una sanzione del 30%.

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